Matrimonio mio, quanto mi costi! Le nozze sono un passo a cui ci si avvicina con gioia ma anche con un certo timore. Le voci di spesa sono molte, e l’abito da sposa (dopo quello per il catering o il ristorante) è una delle più considerevoli. Eppure, difficile rinunciare ai propri sogni!
Ed ecco che arriva in soccorso l’amica informata, quella che ti racconta che sua cognata è andata a fare l’abito in Turchia. A Istanbul, per la precisione. E sì, perché il nuovo trend vede le coppie (non solo brianzole, ma anche italiane ed europee) andare a cercare l’abito per il loro giorno più bello proprio sulle rive del Bosforo. Insomma, la Turchia si sta affermando come la terra promessa dei matrimoni, dopo aver consolidato la sua fama di paradiso delle rinoplastiche e dei trapianti di capelli.
Perché Istanbul
Istanbul attira le spose per una ragione non casuale: la Turchia ha una filiera tessile storica che risale all’epoca ottomana, una tradizione di tessuti pregiati e una conseguente diffusa abilità sartoriale. Oggi questa tradizione si declina su vari livelli, dai negozi di moda pronta fino agli atelier che realizzano l’abito su misura.
I negozi di moda per la sposa si concentrano in più quartieri: sulla sponda europea le guide di settore citano Fatih e Nişantaşı, quest’ultimo noto per le boutique di fascia alta; su quella asiatica si trova il distretto spose di Kadıköy.
Come funziona
Chi si orienta verso un abito sartoriale, dopo aver scelto tessuto e modello, deve prevedere almeno tre viaggi, uno all’inizio per la scelta del modello e delle stoffe e la presa delle misure, uno per la prova intermedia e uno per il fitting finale. Quando si prende contatto con l’atelier, è buona norma fissare per iscritto tutte le tappe e i giorni di permanenza necessari perché mai come in questo caso vale il detto che “il tempo è denaro”.
Il percorso di chi sceglie un abito in pronto moda è più snello, e può essere gestito in un solo viaggio. I giorni di permanenza dipendono evidentemente dalle modifiche e dalle personalizzazioni richieste su velo, accessori per i capelli, stole e via enumerando. Per questa ragione, nel valutare le due opzioni – Brianza vs Istanbul – oltre ai costi del vestito bisogna mettere nel conto anche biglietti aerei e soggiorno (hotel, pasti, ecc.).
Fra i costi da considerare ci sono anche quelli per rimanere connessi. La Turchia non fa parte dell’area di roaming UE, ma i dati sono comunque indispensabili per restare in contatto con l’atelier per orari, prove e variazioni, e per spostarsi da un quartiere all’altro. Per non parlare del traduttore automatico. La soluzione più furba è procurarsi una sim Turchia, che in questo quadro è tutto sommato la voce dal rapporto costi/benefici più facile da valutare.
Il costo dell’abito
Il confronto ha senso solo tra livelli equivalenti. In Italia, se ci si orienta sugli outlet, con abiti pronti e magari delle collezioni passate, si riesce anche a spendere intorno ai 1.000 euro. La media generale, che comprende abiti pronti e sartoria, si colloca tra 1.500 e 4.000 euro. Ma questo non è un tetto massimo, piuttosto la soglia da cui partono gli abiti su misura, esclusivi o di alta moda.
A Istanbul i prezzi variano ancora di più. Si può partire da 500 euro fino ad arrivare a 3.500 per un abito di fascia alta, ma per la couture non è possibile dare cifre precise al centesimo. In linea generale, più il valore della confezione sale (preziosità del tessuto, ricami ecc.), più il preventivo dell’atelier turco risulterà vantaggioso rispetto all’equivalente italiano.
L’unico modo razionale di procedere è farsi preparare dei preventivi per abiti simili e confrontarli. Se l’opzione Istanbul ti tenta, parti da qui per tracciare la linea di base a cui sommare gli altri costi.
Per completare il quadro
Oltre all’abito in sé e ai costi di viaggio e soggiorno, bisogna considerare anche altri aspetti.
Le modifiche in Italia. Anche un abito su misura può richiedere ritocchi una volta a casa, banalmente se si perde o si prende peso prima della data. Quindi occorre quantificare il costo di una sarta specializzata disposta a sistemare l’abito acquistato in Turchia.
La dogana. La sposa che porta con sé l’abito in valigia, in aereo, deve pagare i diritti doganali in proporzione al valore dell’abito, nel caso in cui abbia pagato il vestito più di 430 euro.
La spedizione. E se la sposa non viaggia con l’abito in valigia, ai costi doganali bisogna anche aggiungere quelli di spedizione.
E la vincitrice è…
Dipende. L’atelier in Brianza offre prove a pochi chilometri da casa, assistenza dopo l’acquisto e un rapporto diretto con chi ha cucito l’abito. Tuttavia i costi sono più alti per tutte le fasce, ma crescono esponenzialmente soprattutto per gli abiti più esclusivi e sartoriali.
Istanbul offre una scelta molto ampia anche di prezzo e, per l’abito su misura, costi verosimilmente più bassi, spostando però su di te l’organizzazione, i costi di logistica e anche un certo rischio relativo alla tempistica. Prima di decidere chi ti vestirà per il grande giorno, metti i due preventivi sulla stessa riga, con viaggio, modifiche e dogana inclusi, e scegli in base ai parametri più importanti per te.
