Condizionatore, comfort e consumi: gli errori più comuni durante l’estate

Quando le temperature salgono, il condizionatore diventa uno degli apparecchi più utilizzati in casa. Basta premere un pulsante per ottenere un po’ di sollievo dall’afa, ma proprio questa facilità può portare a commettere alcuni errori. Impostazioni sbagliate, temperature troppo basse, filtri trascurati e utilizzo poco attento possono portare a una diminuzione del comfort e, nello stesso tempo, a un aumento dei consumi.

Naturalmente, per usare bene il climatizzatore non bisogna rinunciare alla frescura. Al contrario, basta poco per ottenere una temperatura più piacevole ed evitare che l’apparecchio debba lavorare continuamente al massimo delle proprie possibilità.

Le funzioni del condizionatore

C’è un errore che si compie spesso, quello di utilizzare sempre la stessa modalità senza conoscere bene le funzioni disponibili. Per capire meglio le diverse impostazioni, è utile leggere la guida di Accendi luce & gas sui simboli sul telecomando del condizionatore, così da distinguere, per esempio, la modalità di raffrescamento dalla deumidificazione, dalla ventilazione o dalla funzione automatica.

È importante sapere che cosa indicano i vari simboli, per scegliere l’impostazione più adatta alla situazione ed evitare un funzionamento non necessario. Nelle giornate particolarmente umide, per esempio, la sensazione di disagio non dipende soltanto dalla temperatura. In alcuni casi basta ridurre l’umidità presente nell’ambiente per rendere l’aria più sopportabile senza dover impostare valori molto bassi.

Il telecomando, quindi, non dovrebbe essere considerato soltanto come uno strumento per accendere, spegnere e modificare i gradi. Le varie modalità sono pensate proprio per adattare il funzionamento dell’apparecchio alle condizioni della stanza.

Il valore della giusta temperatura

Entrare in casa dopo essere stati sotto il sole e impostare immediatamente il condizionatore su 18 o 19 gradi può sembrare una buona idea. In realtà si tratta di una delle abitudini meno utili. Una temperatura eccessivamente bassa crea uno sbalzo termico importante tra l’interno e l’esterno e costringe il climatizzatore a lavorare più a lungo. Bisogna sempre ricordare che non è necessario trasformare una stanza in un ambiente freddo per percepire sollievo.

Meglio scegliere una temperatura interna confortevole e mantenerla abbastanza stabile. La sensazione di benessere dipende anche dal livello di umidità, dalla ventilazione della stanza, dall’esposizione al sole e perfino dall’abbigliamento.

Abbassare continuamente il valore impostato, quindi, non porta necessariamente a rinfrescare l’ambiente più velocemente. Il condizionatore continuerà semplicemente a lavorare fino al raggiungimento della temperatura selezionata.

Porte e finestre? Meglio lasciarle chiuse

Può sembrare banale, ma raffrescare una stanza con una finestra aperta è ancora un errore piuttosto comune. L’aria calda proveniente dall’esterno entra continuamente nell’ambiente e rende più difficile raggiungere la temperatura desiderata. Durante il funzionamento del condizionatore è quindi preferibile tenere chiuse porte e finestre, soprattutto nelle ore più calde.

Anche tende, persiane e tapparelle possono avere un ruolo importante. Limitare l’ingresso diretto dei raggi solari nelle stanze più esposte aiuta a mantenere gli ambienti più freschi. In questo modo il climatizzatore deve compensare una quantità inferiore di calore.

Quando accendere o spegnere il condizionatore

Un’altra abitudine che dovrebbe essere considerata con attenzione consiste nell’accendere il condizionatore per pochi minuti, spegnerlo appena la stanza diventa fresca e riaccenderlo poco dopo. Questa gestione rende difficile mantenere una temperatura uniforme. Il risultato può essere una continua alternanza tra caldo e freddo, poco piacevole soprattutto durante le ore di riposo.

Quando possibile, è più utile utilizzare le funzioni automatiche o impostare una temperatura adeguata, lasciando che sia il sistema a regolare il proprio funzionamento. Anche timer e programmazione possono aiutare, soprattutto quando si conoscono già gli orari in cui una stanza viene utilizzata.

La pulizia dei filtri

Il condizionatore necessita di una manutenzione periodica. I filtri, in particolare, possono accumulare polvere e altre particelle presenti nell’ambiente. Trascurare la loro pulizia porta a ridurre progressivamente la qualità del flusso d’aria, perché un filtro molto sporco può ostacolare il passaggio dell’aria.

La frequenza della pulizia dipende dall’utilizzo, dal modello e dalle caratteristiche dell’ambiente. È bene attenersi sempre alle istruzioni fornite dal produttore e, quando necessario, affidare i controlli tecnici a personale qualificato.

Come dirigere il getto d’aria

Per ottenere una sensazione immediata di freschezza si tende spesso a orientare le alette verso il letto, il divano o la scrivania. Il risultato può essere fastidioso, soprattutto quando il flusso d’aria rimane diretto sul corpo per molte ore.

È meglio distribuire l’aria all’interno della stanza in maniera più uniforme. Le funzioni di oscillazione presenti su molti apparecchi aiutano proprio a evitare che il getto rimanga concentrato sempre nello stesso punto. La posizione dello split e l’orientamento delle bocchette incidono quindi molto sulla percezione del comfort.

Perché considerare con attenzione la stanza

C’è una certa differenza tra una camera da letto utilizzata durante la notte, un soggiorno molto esposto al sole e una cucina nella quale vengono utilizzati forno e fornelli. Bisogna sempre, nell’utilizzo del condizionatore, considerare le dimensioni della stanza, il numero di persone presenti, l’esposizione, l’eventuale presenza di apparecchi che generano calore e gli orari di utilizzo.

Infine, anche la potenza del climatizzatore deve essere adeguata all’ambiente. Un apparecchio scelto non tenendo conto di questo aspetto può avere difficoltà a mantenere condizioni confortevoli e potrebbe funzionare in maniera poco efficiente.