Charles De Ketelaere, fino al cambio con Samardzic che lo stesso Sarri, nel post partita, ha definito una scelta sbagliata, contro il Frosinone ha giocato la sua miglior partita stagionale. Anzi, forse la più bella da mesi a questa parte.
La trasformazione rispetto a giovedì scorso sul campo dell’Ajax è stata totale. Eppure lo schieramento era lo stesso, il mister pure, la squadra anche e l’avversario forse addirittura migliore sul piano della corsa e dell’aggressività. Però Charles ha fatto nettamente meglio.
Quello che è davvero cambiato è parso essere lo spirito. Se hai doti come quelle del belga, basta metterci grinta e ardore (non proprio le sue caratteristiche migliori), ma soprattutto la convinzione nel puntare l’uomo per fare la differenza.
Certo, nel secondo tempo sul 4-3 quel pallone in area ricevuto da Zalewski e poi scaricato per Krstovic, poi stoppato in angolo, grida vendetta, perché uno come lui, in quella posizione, deve calciare e fare gol. Ma qui torniamo alla capacità di compiere le scelte giuste, cosa di cui si parlava già in Olanda.
Al netto dell’episodio singolo, la prestazione di De Ketelaere adesso ha bisogno di conferme. A Firenze, con il Parma, con il Kairat, con il Monza e via via contro tutte le altre avversarie che incontreremo. Perché uno come lui non deve temere l’avversario, ma imporsi e farsi temere, seguire, controllare dagli altri. È proprio una prospettiva diversa da cui osservare le gare, quella che caratterizza i giocatori più forti.
