Testimonianze storiche su ciò che ha rappresentato il Partito comunista italiano

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A Casatenovo è stato fatto un tuffo nel passato per ricordare cosa ha significato il Pci nella storia e per il paese.

Ricordi e testimonianze

Sono passati 35 anni dalla fine del Partito comunista italiano. Aderirvi, per molti, è stata una scelta esistenziale più che una decisione politica. Oggi guardo con distacco agli avvenimenti del nostro tempo, ma non per questo bisogna pensare con nostalgia ai tempi andati: so bene che tale ideologia non è riproponibile nel 2026; oggi, semplicemente, siamo qui per lasciare una testimonianza storica alla nostra piccola comunità.

Sono queste le parole con cui Alfonso Galbusera, ex esponente del Pci a Casatenovo, ha aperto l’incontro di sabato mattina a Villa Facchi, durante il quale è stata ricordata la storia del partito nel paese.

Per primo è intervenuto il sindaco Filippo Galbiati, che ha ricordato l’esperienza del Pci esponendo due concetti: l’orizzontalità del potere – che, ha precisato, si sta perdendo sempre più – e quello della fabbrica. Fin da quando è nato il salumificio Vismara, infatti, il partito ha trovato ampio sostegno nella sua cellula operaia, nonostante le resistenze di un territorio – la Brianza – prevalentemente conservatore.

L’importanza della condizione degli operai è stata ricordata anche da Giulia Spada, che, nel presentare il suo volume “Una Piccola Storia del Novecento in Brianza”, ha precisato come proprio la fabbrica sia “il luogo in cui più di tutti si esercita l’immaginario politico e lo scambio culturale e ideologico”. Scrivendo il libro, l’autrice ha preferito servirsi di un’impronta antropologica, “perché in questo modo ho potuto osservare la realtà nazionale farsi locale e delinearsi nello spazio e nella quotidianità del paese”.

Oltre alla già citata Vismara, un altro luogo che è entrato nel cuore dell’esperienza comunista casatese è la sede del partito in via Verdi, dedicata a Enrico Berlinguer, acquistata grazie agli introiti delle Feste dell’unità con cui, ha precisato l’ex sottosegretario agli Esteri del governo Prodi Donato di Santo, “abbiamo fatto scuola”. Di Santo, ospite illustre dell’incontro, ha poi parlato della sua esperienza con il partito, ricordando, tra gli altri, “Enrichetto” Fumagalli, scomparso di recente, del legame con l’America latina, dei suoi primi incontri con i sindacalisti della zona e del rapporto con il mondo cattolico e le istituzioni.

Sulla scia dei ricordi si è espresso anche il consigliere regionale del Pd Gian Mario Fragomelli, parlando delle maggiori difficoltà che si incontravano all’epoca:

In questo territorio il Pci è sempre stato in minoranza, ma ha contribuito comunque alla formazione dei giovani e alla circolazione delle idee. Ricordo ancora quando si veniva nella sede della sezione di Casatenovo: si aveva sempre la sensazione di imparare qualcosa

ha detto.

Hanno poi fatto seguito le esperienze di qualche vecchio compagno, tra cui Antonio e Angelo Colombo, oltre al presidente dell’associazione Ciceri Losi Remo Valsecchi, che pur precisando di non essere mai stato iscritto al partito, si è dichiarato soddisfatto di averci collaborato.

La conclusione dell’incontro è stata affidata a un ospite d’eccezione: Gianni Cuperlo. La sua esperienza da comunista triestino, poi confluita nelle linee del Pd, si è snodata su un discorso nazionale e internazionale, che al di là dei singoli episodi, è stata capace di lanciare un monito indelebile per la politica del presente e, soprattutto, del futuro:

Le destre tra cui ci troviamo schiacciati oggi, tra Atlantico ed Europa, non sono più quelle liberali degli anni ’90. Sono un’altra cosa. Oggi non sembra esserci più una risposta valida a queste ideologie che prendono il loro spunto dalla Germania degli anni ’30; soprattutto, la nostra non è nostalgia di quello che c’era, quanto più un sentimento di mancanza che i giovani provano nel vedere che ci poteva essere qualcosa e che invece non c’è stato. Tuttavia, la sinistra si sta muovendo, sta cambiando. Ed è nostra responsabilità saper cogliere questi smottamenti e farli nostri

ha spiegato.