Inceneritore in Valle Bormida, Ravetti (Pd): “Il Piemonte venga coinvolto ed esprima un netto no”

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Il Vicepresidente del Consiglio regionale Domenico Ravetti ha depositato un ordine del giorno per impegnare il Piemonte a far desistere la Liguria dalla scelta di un inceneritore in Valle Bormida. Chiesto anche uno studio autonomo sull’impatto dell’opera.

Il no all’inceneritore in Valle Bormida

Per Ravetti è fondamentale esigere da subito il coinvolgimento della Regione Piemonte anche prima delle fasi di valutazione o autorizzative, per garantire la totale tutela sanitaria, turistica e ambientale del territorio e dei cittadini piemontesi interessati.

Inoltre, sottolinea la necessità di condurre uno studio autonomo sull’impatto viabilistico e cumulativo ambientale dell’eventuale inceneritore nei Comuni del territorio.

“La Valle Bormida ha già dato e ora sta faticosamente vivendo una cruciale fase di rinascita, trainata da un crescente sviluppo turistico, naturalistico e culturale che valorizza la ritrovata bellezza ambientale. Questo rilancio deve essere supportato dalla Giunta Cirio, anche aiutando i Comuni della Valle a consolidare il brand turistico locale. – commenta Ravetti – Dal momento che la Liguria fino ad oggi non ha ritenuto di coinvolgere il Piemonte, è urgente che l’amministrazione regionale ponga in campo una serie di azioni a tutela della Valle Bormida”.

“Stiamo parlando di un impianto da 220.000 tonnellate annue di rifiuti, che genererebbe un massiccio traffico di mezzi pesanti su una rete viaria collinare e montana inadeguata, vanificando gli enormi sforzi di riconversione economica e d’immagine compiuti dalle comunità locali di Cuneo, Asti e Alessandria. – aggiunge Ravetti – Per questo la Regione Piemonte deve pretendere il proprio coinvolgimento in ogni fase autorizzativa, incaricare uno studio autonomo sull’impatto dell’opera così da disporre di analisi dettagliate; esprimere in ogni sede la netta contrarietà alla realizzazione del termovalorizzatore da questo lato dell’Appennino”.