Di fatto una non risposta quella che l’assessore Massimo Sertori, che detiene la delega alle Risorse energetiche, ha fornito a fronte della richiesta del Movimento 5 stelle di chiarimenti sui continui blackout che stanno interessando diverse aree della Lombardia e, in particolare, della Città metropolitana di Milano. “Colpa del gran caldo che sta avendo ripercussioni sulle linee elettriche”, questa la tesi sostenuta dal rappresentante della Giunta Fontana che non ha nascosto il rischio di nuove problematiche.
“Una non risposta alle nostre domande”
Ho chiesto all’assessore Sertori di rendere un’informativa all’Aula e ai cittadini, in merito al susseguirsi di blackout che in questi giorni hanno colpito con particolare intensità la città metropolitana di Milano e diverse città lombarde. Stupisce come, di fronte a un’emergenza che mette in grave difficoltà soprattutto i cittadini più fragili, i servizi essenziali e le attività commerciali, la risposta di Regione Lombardia sia stata quella di leggere in Aula le veline fornitele dai gestori delle reti. Ancor più preoccupante che il messaggio delle carte lette in aula dall’Assessore sia stato: colpa del caldo eccezionale, ci scusiamo, ricapiterà.
non ci va leggero Nicola Di Marco, capogruppo del Movimento 5 stelle Lombardia che aveva sollevato il tema durante l’assise di ieri, martedì 30 giugno, durante il question time. A detta del pentastellato, le parole dell’assessore Sertori non sono sufficienti a fronte di problematiche che stanno condizionando gravemente la vita dei cittadini, ma non solo
Il cambiamento climatico è ormai un fatto conclamato, non un episodio eccezionale. Necessita quindi di azioni tempestive da parte delle Istituzioni, a partire da Regione. Perché in queste ore, in Lombardia, ci sono ospedali costretti a rinviare gli interventi programmabili a causa del caldo all’interno delle sale operatorie o dei continui blackout.
Il timore per i Data center
Il tema energetico, poi, si riconnette alle polemiche ancora vive a seguito dell’approvazione della legge regionale sui Data Center che, sempre a detta di Di Marco, non tiene conto di un’infrastruttura che a oggi non sembra in grado di sostenere criticità come quelle connesse al grande caldo di questi giorni
Volevamo una risposta: questa rete che, per effetto della legge approvata poche settimane fa, dovrà sostenere in futuro il fabbisogno energetico di un quantitativo enorme di impianti energivori quali decine di data center, è pronta a garantire i servizi essenziali per i cittadini? Non vorremmo trovarci un domani con intere città senza luci e aria condizionata, ma con la possibilità di continuare a stipare dati
ha concluso Di Marco.
