Nel secondo trimestre 2026 la provincia di Pavia registra una crescita del sistema imprenditoriale: le aziende iscritte salgono a 44.902, con un tasso di sviluppo del +0,44% e un saldo positivo di 195 imprese. Segnali positivi anche per le imprese attive e l’artigianato, mentre rallentano alcuni settori tradizionali come commercio, agricoltura e manifattura.
Natimortalità imprese
I dati relativi alla natimortalità delle imprese nelle tre province di Cremona, Mantova e Pavia, relativi al secondo trimestre del 2026, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una leggera ripresa, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno più per i 3 territori di Cremona, Mantova e Pavia.
Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 107.950 aziende registrate al 30 giugno 2026. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al +0,41%, un dato leggermente inferiore rispetto a quello della Lombardia (+0,58%) e dell’Italia (+0,56%). Nel panorama lombardo tutte le province si collocano in territorio positivo per quanto riguarda il tasso di crescita; ai vertici della classifica troviamo Lecco, Varese e Monza Brianza, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova, insieme a Lodi.
Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.802 imprese, in ripresa del +0,1% su base annua. Per la Lombardia si registra una sostanziale stabilità, mentre per l’Italia vediamo una variazione su base annua negativa, pari al -0,9%.
Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel secondo trimestre del 2026 un tasso di crescita positivo, pari al +0,57%, così come nel dettaglio dei tre i territori. Anche a livello nazionale e regionale emerge segno più, con un valore pari rispettivamente al +0,40% e al +0,43%. A livello lombardo tutte le province presentano un tasso di crescita positivo; ai vertici della classifica troviamo Sondrio, Mantova e Lecco, mentre, in fondo, si collocano Como, Milano e Monza Brianza.
“I dati del secondo trimestre ci consegnano un quadro incoraggiante, caratterizzato da una ripresa e da un saldo positivo della natimortalità per i territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Pur inserendoci in un panorama lombardo che ci vede ancora rincorrere le province di vertice per tasso di crescita generale, il nostro tessuto produttivo sta dimostrando un certo grado di resilienza e capacità di reazione. Lo testimonia la tenuta delle imprese attive, che registrano un incremento in controtendenza rispetto alla flessione nazionale. Ma il segnale più rassicurante arriva dall’artigianato: dopo le criticità rilevate in avvio d’anno, questo comparto, che resta un pilastro fondamentale della nostra economia locale, torna a crescere con tassi superiori alle medie regionali e nazionali.

Tuttavia, affinché questa ripresa si trasformi in una crescita solida e duratura, occorre mantenere un livello di attenzione elevato. Resta fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento. Le aziende stanno dimostrando la vitalità necessaria per affrontare le trasformazioni in atto investendo in competenze e sostenibilità; le istituzioni hanno il compito di affiancarle. Solo attraverso uno sforzo congiunto e sinergico sarà possibile colmare il divario con il resto della regione, accrescere la nostra competitività e sostenere il ruolo centrale delle imprese nello sviluppo economico dei territori”.
I dati in provincia di Pavia
In provincia di Pavia, il secondo trimestre del 2026 si chiude con una ripresa delle registrazioni complessive. Il tasso di crescita si attesta al +0,44%, a fronte di un saldo positivo di 195 unità tra aperture e chiusure, che porta il numero totale delle imprese registrate a 44.902 a fine giugno. Segnale incoraggiante anche se si considerano le sole imprese attive: in questo caso lo stock raggiunge quota 39.976 unità, segnando un aumento del +0,4% su base annua. Sul fronte delle forme giuridiche, si conferma la tendenza verso un consolidamento degli assetti societari: società di capitali (+1%), “altre forme” come cooperative e consorzi (+0,5%), ditte individuali (+0,4%); solo le società di persone vedono un calo del -0,3%.
L’analisi dei principali settori economici della provincia evidenzia un quadro prevalentemente in flessione per i comparti tradizionali: agricoltura (-0,4%), manifatturiero (-0,2%), commercio (-0,4%), trasporti e magazzinaggio (-1,1%), servizi di alloggio e ristorazione (-0,3%), attività immobiliari (-0,2%). Al contrario, le dinamiche di espansione provengono prevalentemente dai servizi avanzati: mostrano infatti un trend positivo le attività professionali, scientifiche e tecniche (+0,6%), quelle finanziarie e assicurative (+0,9%) e le telecomunicazioni (+1%).
Uno sguardo specifico merita, infine, il comparto artigiano pavese, che alla fine del secondo trimestre registra una generale ripresa. Il mese di giugno si chiude, infatti, con un tasso di crescita positivo del +0,59% e un saldo di +77 unità, portando il totale delle imprese artigiane registrate a quota 13.152.
Scendendo nel dettaglio dei settori in cui opera l’artigianato locale, le dinamiche risultano eterogenee. Le contrazioni più severe colpiscono le attività professionali, scientifiche e tecniche (-1,9%) e il commercio (-4,7%). Flessioni più contenute, ma pur sempre indicative di un momento di fragilità, interessano la manifattura (-0,1%) e il comparto dei trasporti e magazzinaggio (-0,4%) e i servizi di alloggio e ristorazione (-0,6%). A fare da contraltare a questo quadro negativo troviamo un piccolo nucleo di settori capaci di difendere le proprie posizioni o di crescere: riescono a chiudere in positivo le attività artigiane legate all’agricoltura (+0,9%), le costruzioni (+0,9%) e le attività amministrative e di servizi di supporto (+0,4%).
