A Verona il vertice delle Bcc lombarde: nell’era dell’AI, un presidio per “Custodire l’umano”

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C’è anche la governance di buona parte dell’universo delle banche cooperative bergamasche al convegno “Custodire l’umano”, organizzato per oggi e domani a Verona, al teatro Filarmonico. Un tema quantomai attuale, che fin dalle premesse fa riferimento alla radice più profonda del credito cooperativo e alla sua espressione nell’era dell’Intelligenza artificiale. “La cooperazione di credito tra persona e algoritmo – recita il sottotitolo – dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas”. A rappresentare la Bcc Carate e Treviglio sono presenti il presidente Ruggero Redaelli e il vicepresidente Giovanni Grazioli.

 

L’intervento del presidente di FederBcc Alessandro Azzi

L’intera impalcatura del convegno era teso a costruire un dialogo economico, storico e culturale tra il cooperativismo di inizio Novecento – nato attorno all’enciclica Rerum novarum di papa Leone XIII – e l’oggi, in cui le sfide della industrializzazione di allora sono sostituite dall’avvento dell’Intelligenza artificiale, che ugualmente sta modificando nel profondo rapporti sociali ed economici, causando allo stesso modo un aumento delle disuguaglianze e un accentramento della ricchezza.

Nel suo intervento introduttivo il presidente della Federazione lombarda delle Bcc Alessandro Azzi ha calcato la mano sulla necessità di coerenza tra i principi enunciati e praticati nella gestione delle banche, proprio alla luce degli stessi principi di sussidiarietà, mutualità e “biodiversità”. Tra i molti spunti che Azzi ha sollecitato una riflessione su come potenziare la “partecipazione effettiva dei giovani soci alla vita delle nostre banche, che è troppo bassa”. Tornando su un tema caro alla Federazione, Azzi ha poi rimarcato come “le aggregazioni vanno limitate ai casi di crisi attuale o prospettica. Le banche più piccole, se sane, pur senza scadere nell’assistenzialismo, vanno sostenute”.

Ma è proprio sull’Intelligenza artificiale che Azzi ha dedicato buona parte del proprio intervento. Da un lato sottolineandone le derive più distopiche – in ambito scolastico, ad esempio, come sta capitando in Francia, o in campo militare – e dall’altro ribadendo come l’innovazione tecnologica pur necessaria anche alle banche non sostituirà, almeno nelle Bcc, l’”umano.

“Viviamo in tempi in cui l’innovazione tecnologica si innesta sulla secolarizzazione e l’avvento dell’AI genera situazioni difficilmente prevedibili, effetti sempre più evidenti” ha detto.

Sebbene insomma “a torto o a ragione le Bcc si percepiscono in ritardo sul resto del mondo bancario”, la vera questione è un’altra. “Dove finisce l’umano, se è l’algoritmo a decidere? Dobbiamo delegare il rapporto con i nostri interlocutori ad un algoritmo? Come siamo chiamati, come cooperatori, a utilizzare gli strumenti dell’AI e interpretare questa nuova stagione? Non abbiamo l’ambizione di cambiare il mondo, ma di cominciare a dare un contributo alla nostra società sì, e abbiamo la necessità di utilizzare tutte le tecnologie per fare meglio il nostro lavoro e restare competitivi. Rispetto all’algoritmo però vogliamo continuare a tenere il pallino delle decisioni, continuare ad abitare il nostro fare banca, sfruttando tutti gli spazi disponibili”.

I numeri del bilancio

Positivi i risultati registrati nei primi sei mesi del 2026 dalle 26 Banche di Credito Cooperativo presenti a livello regionale, che contano nel complesso 220 mila soci, oltre 5 mila dipendenti, 721 sportelli (marzo 2026), oltre un milione di clienti e sono presenti in 515 Comuni lombardi, in 165 dei quali come unico istituto bancario.

La Bcc delle piccole imprese bergamasche

In provincia di Bergamo, a fine giugno, il sistema segna una raccolta diretta di 4,9 miliardi (+3,4%) e 3,7 miliardi di euro di impieghi (+7,2% contro il +1% dell’industria bancaria). Particolarmente significativa è la quota di mercato degli impieghi alle piccole imprese con più di 5 e meno di 20 addetti (25%). Rispetto all’ambito di destinazione del credito delle imprese finanziate, la quota di mercato delle BCC è più alta con riguardo agli impieghi al settore dell’agricoltura (28,8%); significative, inoltre, le quote relative alle attività immobiliari (27,3%), al settore delle costruzioni (21,7%) e turismo e ristorazione (17,8%). In diminuzione le sofferenze per le BCC del territorio del 16,3% rispetto all’anno precedente. La percentuale delle sofferenze in rapporto agli impieghi (1,1%) conferma una migliore qualità del Credito delle BCC rispetto all’industria bancaria a livello provinciale (1,6%); dato particolarmente significativo, quello della percentuale delle sofferenze rispetto agli impieghi, in relazione al segmento dei finanziamenti alle microimprese (1% contro il 2,2% dell’industria bancaria), alle piccole imprese (1,4% contro il 5,2%) e alle imprese con almeno 20 dipendenti (1,5% contro il 2%).

Lombardia,  raccolta e  impieghi sono in crescita

All’analisi  regionale delle masse intermediate le BCC lombarde confermano un rafforzamento nel posizionamento di mercato, mostrando in molti casi tendenze in media più positive rispetto a quanto registrato dall’industria bancaria regionale. La raccolta diretta si assesta attorno ai 36,5 miliardi (+4,8%, contro il +3,4% del resto dell’industria bancaria). Il trend dei finanziamenti a favore di imprese e famiglie del territorio a giugno 2026 è in crescita a livello regionale rispetto a quanto registrato nei dodici mesi precedenti: 25,5 miliardi di euro di impeghi, in crescita del 5,6% su base annua (contro il +2,8% del resto dell’industria bancaria).
Riguardo ai segmenti di destinazione del credito: a giugno 2026 i finanziamenti alle famiglie consumatrici lombarde superano i 10,4 miliardi di euro e presentano un incremento su base d’anno più significativo di quello del sistema bancario complessivo (+8% contro il +4%); al settore produttivo del territorio lombardo – fatto di micro, piccole e medie imprese – le BCC hanno erogato impieghi per oltre 15 miliardi di euro (complessivamente in crescita del 4% negli ultimi dodici mesi, contro il +1,9% dell’industria bancaria). Una parte importante dei finanziamenti del Credito Cooperativo alle imprese va a micro e piccole realtà produttive del territorio: più del 19% del totale. Segmento di clientela a cui l’industria bancaria regionale destina il 9,4% del totale degli impieghi erogati.

Un quinto degli impieghi delle piccole imprese lombarde

Le BCC detengono il 21,5% delle quote di mercato relative agli impieghi alle piccole imprese lombarde (realtà con più di 5 e meno di 20 addetti). In particolare, rispetto ai settori produttivi, le BCC detengono il 22,6% della quota di mercato relativa ai finanziamenti all’agricoltura, il 13,8% al settore delle costruzioni, il 12,1% ad attività immobiliari e l’11,6% ad attività di servizi di turismo e ristorazione.
Nella prima parte del 2026, inoltre, è migliorata ulteriormente la qualità del credito: in diminuzione le sofferenze (-16,6% rispetto all’anno precedente, contro il -6,6% dell’industria bancaria), con un rapporto sofferenze impieghi dello 0,9% (rispetto all’1,4% dell’industria bancaria).