Sabato 12 settembre, alle 17, al Museo G.B. Rubini, l’inaugurazione della mostra «Gli ultimi, le solitudini…», che sarà visitabile fino al 27 settembre
L’arte torna a Palazzo Rubini
Sarà Palazzo Rubini a Romano, la storica dimora del celebre tenore ottocentesco romanese Giambattista Rubini, a fare da cornice alla nuova mostra di Fendy Finazzi, artista di Romano, che torna così a confrontarsi con il pubblico della propria città. L’appuntamento è per domani, sabato 12 settembre, alle 17, quando verrà inaugurata «Gli ultimi, le solitudini…», un’esposizione che porta negli spazi del museo un percorso artistico incentrato sulle figure degli ultimi, sulle solitudini e sulle dimensioni più fragili e marginali dell’esistenza. Un titolo che racchiude già il senso di una ricerca che guarda all’uomo e alle sue inquietudini, ponendo al centro dell’attenzione quei soggetti e quelle condizioni che spesso rimangono ai margini dello sguardo quotidiano.La mostra nasce dalla collaborazione tra il Circolo Il Romanino, realtà romanese di promozione e ricreazione artistica, il Museo G.B. Rubini e il Comune di Romano.
Fendy Finazzi, un artista romanese
Per Finazzi si tratta di un nuovo appuntamento di rilievo all’interno del suo percorso espositivo. L’artista, originario di Romano , ha già avuto modo di presentare il proprio lavoro anche fuori dalla città, portando la stessa ricerca sul tema della solitudine e delle figure marginali in una cornice particolarmente suggestiva come quella del Castello Visconteo di Pagazzano. Proprio a Pagazzano, nel marzo 2026, è stata ospitata la mostra pittorica «Gli ultimi, le solitudini…», aperta al pubblico nelle prime tre domeniche del mese. L’esposizione era stata inserita anche nei principali calendari culturali del territorio bergamasco. Il ritorno dello stesso progetto a Romano assume quindi un significato particolare: dopo il confronto con il pubblico del territorio, le opere di Finazzi arrivano nella città dell’artista e trovano spazio all’interno di uno dei luoghi simbolo della cultura romanese.È un percorso che unisce dunque il legame con il territorio alla volontà di utilizzare l’arte come strumento per interrogarsi sulla condizione umana. Il tema degli «ultimi» e quello della «solitudine» diventano così due chiavi di lettura attraverso le quali osservare persone, relazioni e sentimenti.
La mostra fino al 27 settembre
Dopo l’inaugurazione di sabato, l’esposizione resterà aperta al pubblico fino a domenica 27 settembre. Sarà possibile visitarla dal giovedì alla domenica, dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. La scelta di Palazzo Rubini come sede della mostra aggiunge un ulteriore elemento al percorso: le opere contemporanee di Finazzi dialogheranno con gli spazi della dimora legata alla figura di Giambattista Rubini, creando un incontro tra la memoria culturale della città e una sensibilità artistica contemporanea. L’appuntamento di domani rappresenta quindi non soltanto l’apertura di una nuova esposizione, ma anche un’occasione per riportare l’arte nel cuore della città e per valorizzare il lavoro di un artista romanese attraverso un progetto costruito insieme alle realtà culturali locali. La mostra «Gli ultimi, le solitudini…» sarà visitabile gratuitamente negli orari di apertura del Museo fino al 27 settembre.
