Si è concluso con un arresto l’intervento della polizia di Stato – andato avanti per diverse ore nella notte tra ieri e oggi (sabato 12 e domenica 13 settembre) – in via Paleocapa a Bergamo. Un uomo di 33 anni, cittadino nigeriano e regolarmente soggiornante sul territorio nazionale, è finito in carcere con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
L’aggressione e la fuga sul tetto
Tutto è iniziato dopo una segnalazione che ha portato sul posto le volanti della Questura. Durante il controllo, l’uomo avrebbe assunto un atteggiamento fortemente aggressivo nei confronti degli operatori, arrivando ad aggredirli e minacciarli. Subito dopo si è introdotto all’interno di un’abitazione disabitata e ha raggiunto il tetto, dove si è barricato.
Vista la situazione e considerato il livello di pericolosità, è stata attivata la Squadra di negoziazione, affiancata dalle Unità operative di pronto intervento e dalle volanti. Sul posto sono arrivati anche i Vigili del fuoco, con cui è stato mantenuto un costante coordinamento durante tutte le fasi dell’operazione.
Ore di dialogo, ma l’uomo non cede
Per diverse ore, il negoziatore ha cercato di instaurare un dialogo con il 33enne e convincerlo a desistere. L’uomo, però, non avrebbe mai manifestato l’intenzione di arrendersi.
Anzi, secondo quanto riferito dalla Questura, avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo, arrivando anche a lanciare dal tetto oggetti e altri materiali. Una situazione che ha aumentato il rischio sia per il personale impegnato nell’intervento, sia per l’area circostante.
La strategia degli agenti e l’arresto
A quel punto è stata elaborata una strategia operativa. Gli agenti hanno simulato l’allontanamento delle forze dell’ordine, facendo credere all’uomo che l’area fosse ormai libera.
La messinscena ha funzionato. Convinto di poter lasciare l’edificio indisturbato e tentare la fuga, l’uomo è sceso dal tetto. È stato proprio in quel momento che gli agenti lo hanno bloccato. Il 33enne è stato quindi arrestato e, al termine dell’intervento, condotto in carcere.
