«Quando parliamo di sicurezza di una città dobbiamo essere franchi e non limitarci a distinguere tra città “sicure” e città “insicure”. Chivasso non è una città fuori controllo e sarebbe sbagliato descriverla in questi termini, ma è altrettanto sbagliato ignorare i segnali di disagio e di insicurezza che arrivano dai cittadini e dagli operatori commerciali».
Nicosia: “A Chivasso servono più presenza e prevenzione”
Che queste parole arrivino da Carlo Nicosia, presidente dell’Ascom di Chivasso (uno che il bicchiere non lo vede solo mezzo pieno, ma pieno per tre quarti se non addirittura fino all’orlo) è un «fatto» che dovrebbe far riflettere.
Il punto di partenza è l’aggressione subita da un commerciante, un imprenditore che ha rischiato di essere sgozzato, mentre tornava a casa, da un extracomunitario che poco prima aveva creato problemi davanti alla sua attività. E’ intervenuto, lo ha invitato ad andarsene e poco dopo questo è tornato sui propri passi brandendo un coccio di bottiglia che gli ha squarciato un braccio e reciso un’arteria. Sangue ovunque, tra via Italia e la Stazione Ferroviaria, tanto che il sindaco Claudio Castello ha poi chiesto ai Vigili del Fuoco di pulire.
Il ragionamento di Nicosia
«Per chi lavora ogni giorno nei nostri negozi, nei pubblici esercizi e nelle attività del centro – prosegue Nicosia – la sicurezza non è soltanto una questione di ordine pubblico: è una condizione indispensabile per mantenere viva la città. Un centro commerciale naturale funziona se le persone hanno piacere di frequentarlo, di fermarsi, fare acquisti, incontrarsi e tornarci anche nelle ore serali.
Il problema, quindi, non riguarda soltanto i reati commessi, ma anche la percezione del territorio. Una strada poco frequentata, una vetrina spenta, un locale vuoto o una zona nella quale le persone evitano di passare contribuiscono a creare un circolo vizioso: meno presenze significa meno controllo sociale, maggiore percezione di insicurezza e, nel tempo, minore attrattività per nuove attività. È esattamente il legame tra sicurezza e desertificazione commerciale sul quale Confcommercio richiama giustamente l’attenzione a livello nazionale.
A Chivasso abbiamo bisogno, quindi, di più presenza e più prevenzione, soprattutto nelle aree e nelle fasce orarie più delicate. È positivo che siano stati rafforzati i presidi della Polizia Locale e che sia stata mantenuta per tutto il 2026 la zona a vigilanza rafforzata nell’area della stazione; così come considero importante la richiesta di un Commissariato di Pubblica Sicurezza stabile in città.
Ma la sicurezza non può essere affidata soltanto alle Forze dell’Ordine. Serve una politica urbana complessiva, nella quale sicurezza, illuminazione, decoro, manutenzione degli spazi pubblici, recupero dei locali sfitti, qualità degli arredi e sostegno alle nuove aperture procedano insieme. E serve una collaborazione strutturata tra Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, associazioni di categoria e commercianti, perché ciascuno può e deve fare la propria parte.
Come Ascom siamo pronti a fare la nostra: se vogliamo un centro di Chivasso vivo, attrattivo e sicuro, dobbiamo considerare ogni attività aperta, ogni vetrina illuminata e ogni persona che vive e frequenta le nostre vie come parte di un presidio quotidiano del territorio. La sicurezza non è un ostacolo allo sviluppo commerciale: è una delle condizioni per renderlo possibile».
