Nella tarda serata di venerdì 24 luglio 2026, gli agenti della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Reggio Emilia ricevevano una segnalazione dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia in merito alla possibile presenza nel territorio reggiano di un cittadino moldavo, residente in Germania, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria tedesca.
Maltratta la figlia di sei mesi e si rifugia a Reggio
REGGIO EMILIA – Immediatamente gli investigatori reggiani davano inizio alle attività di ricerca del soggetto segnalato, concentrandosi prevalentemente sugli accertamenti degli ospiti presenti nelle strutture alberghiere e ricettive presenti nel territorio del Comune di Reggio Emilia e nella relativa provincia.
Struttura ricettiva
Tale attività forniva riscontro positivo in quanto l’uomo in questione risultava temporaneamente alloggiato all’interno di una struttura ricettiva in questa via Guasco dove, effettivamente, veniva rintracciato dagli agenti della Squadra Mobile insieme alla compagna e alla figlia di appena sei mesi.
Moldavo con cittadinanza rumena
Nello specifico si trattava di un 22enne di origine moldava, con cittadinanza rumena ma residente in Germania, il quale risultava essere destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dall’Autorità Giudiziaria tedesca per il reato di maltrattamenti sulla figlia minore commesso in Germania a metà luglio.
Si è allontanato
Subito dopo l’intervento della Polizia tedesca l’uomo, temendo potessero essere intraprese nei suoi confronti misure restrittive, si allontanava dalla Germania insieme alla compagna e alla figlia per raggiungere Reggio Emilia, città dove risiedeva prima di trasferirsi in Germania.
Mandato di Arresto Europeo
Una volta rintracciato all’interno della struttura ricettiva, gli agenti della Squadra mobile di Reggio Emilia hanno tratto in arresto il 22enne in esecuzione del Mandato di Arresto Europeo ed accompagnato presso il carcere di Reggio Emilia dove si trova tutt’ora in attesa della convalida del provvedimento restrittivo adottato nei suoi confronti e della successiva estradizione.
La compagna insieme alla figlia, invece, sono state collocate all’interno di una comunità protetta in attesa di poter far rientro nuovamente in Germania.
