Lo zio «orco» finisce in manette: avrebbe abusato delle tre nipotine

Un’inchiesta drammatica, nata dal coraggio di rompere un silenzio durato anni, ha portato all’arresto di un uomo accusato di reati gravissimi ai danni delle proprie tre nipoti.

Lo zio «orco» finisce in manette: avrebbe abusato delle tre nipotine

La Procura della Repubblica di Vercelli ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’uomo, finito al centro di un’articolata indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Casalborgone con la pesante ipotesi di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di minori.
La vicenda affonda le sue radici in un lungo periodo di presunti abusi. Gli episodi contestati dagli inquirenti sarebbero cominciati nel 2016, quando le vittime erano soltanto delle bambine piccolissime, e si sarebbero protratti in modo sistematico fino a poche settimane fa.

Dieci anni di abusi

Un arco temporale di dieci anni, consumatosi nel territorio Collinare, più paesi nei quali la notizia si è diffusa rapidamente lasciando un senso di profondo sconcerto e sbigottimento nell’intera comunità.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori dell’Arma, le violenze si concretizzavano in ripetuti e gravi palpeggiamenti nelle parti intime che l’uomo avrebbe messo in atto approfittando della stretta vicinanza familiare e dell’estrema vulnerabilità delle vittime. Per lungo tempo il peso delle sofferenze e il timore di spezzare gli equilibri della parentela avrebbero costretto le ragazzine al silenzio, all’interno di quelle dinamiche sommerse dove la manipolazione psicologica da parte dell’aggressore gioca un ruolo purtroppo determinante.
A fare breccia nel muro dell’omertà domestica è stata la decisione della madre delle tre ragazze che, scoperte le violenze, alcune settimane fa ha presentato denuncia ai Carabinieri, coordinati dai Mareascialli Pierpaolo Coniglio e Daniela Culeddu.

La conferma

La svolta determinante è giunta grazie alla figlia maggiore, diventata da poco maggiorenne: la giovane avrebbe infatti trovato la forza di confermare soprusi subiti fin dall’infanzia, svelando una drammatica realtà che coinvolgeva in modo diretto anche le due sorelle minori.
Le indagini condotte dai Carabinieri di Casalborgone sono state immediate e accurate, finalizzate a riscontrare le testimonianze e raccogliere elementi utili a ricostruire la verità processuale. Sulla base delle evidenze raccolte, la Procura di Vercelli ha ritenuto indispensabile la misura della custodia cautelare in carcere. Dal canto suo, l’uomo (poi tratto in arresto, in esecuzione di una ordinanza, dai Carabinieri di Cavagnolo) continua a proclamarsi completamente innocente di fronte alle accuse.
Saranno ora le successive fasi processuali a chiarire ogni aspetto della vicenda, nel doveroso rispetto della presunzione di innocenza.