Inchiesta sulla presunta rete di escort di lusso: Alessandro Bastoni indagato dalla Procura di Milano

Prosegue l’inchiesta della Procura di Milano sulla presunta rete di escort di lusso che, secondo gli investigatori, avrebbe organizzato incontri riservati destinati a una clientela facoltosa, composta anche da personaggi noti e calciatori professionisti. Nelle ultime ore è arrivata la prima iscrizione nel registro degli indagati che riguarda un giocatore di Serie A.

Inchiesta sulla presunta rete di escort di lusso

MILANO – Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, il difensore dell’Inter e della Nazionale Alessandro Bastoni ha ricevuto un avviso di garanzia. L’ipotesi di reato contestata è quella di prostituzione minorile. Per il calciatore è stato fissato un interrogatorio davanti ai magistrati della Procura di Milano nella giornata di venerdì.

Gli accertamenti della Guardia di Finanza

L’accusa nasce dagli accertamenti svolti dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla procuratrice aggiunta Bruna Albertini e dalla pubblico ministero Rosaria Stagnaro. Gli investigatori ipotizzano che, nel giugno 2020, Bastoni abbia avuto un contatto con una ragazza che all’epoca dei fatti aveva 17 anni. Gli elementi raccolti comprendono anche intercettazioni e messaggi acquisiti nel corso delle indagini.

Dalle conversazioni finite agli atti emergerebbe inoltre un sistema di comunicazione tra alcuni clienti dell’agenzia, che avrebbero commentato e valutato le ragazze coinvolte negli incontri. Per la Procura, questi elementi contribuirebbero a delineare il contesto nel quale si sarebbe svolta l’attività contestata.

Ascoltati Maldini, Calafiori e Bonifazi

Nei giorni scorsi sono stati ascoltati come persone informate sui fatti anche i calciatori Daniel Maldini, Riccardo Calafiori e Kevin Bonifazi. Nessuno dei tre risulta indagato: la loro convocazione aveva l’obiettivo di ricostruire alcuni passaggi dell’inchiesta.

La giovane avrebbe smentito

La posizione di Bastoni dovrà essere chiarita nel corso dell’interrogatorio e attraverso gli ulteriori approfondimenti investigativi. Intanto la giovane sentita dagli inquirenti avrebbe smentito che tra lei e il calciatore vi sia mai stato un rapporto sessuale, sostenendo che tra i due ci sarebbero stati soltanto scambi di parole. Saranno ora le verifiche della Procura a stabilire se gli elementi raccolti finora confermino o meno l’ipotesi accusatoria.

La società Ma.De. al centro dell’inchiesta

L’indagine ruota attorno alla società Ma.De., con sede a Cinisello Balsamo, ritenuta dagli investigatori una struttura utilizzata per coprire una più ampia attività di organizzazione di incontri a pagamento destinati a clienti selezionati. Nell’ambito dello stesso procedimento sono già finite agli arresti domiciliari quattro persone, tra cui Emanuele Buttini e Deborah Ronchi, indicati dagli inquirenti come i principali promotori del presunto sistema.

Secondo la ricostruzione investigativa, un modello analogo sarebbe stato sviluppato anche sull’isola greca di Mykonos, dove sarebbero stati organizzati servizi rivolti a una clientela esclusiva in cerca di riservatezza.

Respinta ogni accusa

Nel corso degli interrogatori dello scorso aprile, Buttini e Ronchi hanno respinto ogni accusa. I due hanno sostenuto di aver organizzato esclusivamente eventi mondani, cene e serate in locali di prestigio frequentati da persone economicamente molto abbienti, negando qualsiasi coinvolgimento in attività di favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione.

Sulla stessa linea anche il loro difensore, l’avvocato Marco Martini, che ha ribadito come i suoi assistiti abbiano fornito chiarimenti dettagliati agli investigatori, sostenendo che la loro attività fosse legata esclusivamente all’organizzazione di eventi destinati a una clientela di alto profilo.

L’inchiesta è tuttora nella fase delle indagini preliminari. Le contestazioni formulate dalla Procura dovranno essere vagliate nel prosieguo del procedimento e la responsabilità delle persone coinvolte potrà essere accertata soltanto con un’eventuale sentenza definitiva di condanna.