El Alamein, tredici bresciani in volo per ricordare la Folgore

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Dal 14 al 19 ottobre 2026, tredici bresciani hanno preso parte al lancio di compagnia sul campo di battaglia di El Alamein, tra addestramento, aviolanci e cerimonie commemorative dedicate alla memoria dei paracadutisti della Folgore

Il lancio sul fronte della battaglia

L’iniziativa, giunta alla sesta edizione, è stata organizzata da Walter Amatobene, vicepresidente del Progetto El-Alamein e direttore del quotidiano telematico CongedatiFolgore.com, impegnato da vent’anni a mantenere viva la memoria delle battaglie che hanno consegnato la Folgore alla storia.

«Con un lancio sul fronte di El-Alamein- ha spiegato Amatobene- abbiamo idealmente restituito alla Folgore quel lancio che le era stato negato, quando i paracadutisti dovettero abbandonare i loro paracadute in Libia per essere trasferiti via terra ad El Alamein».

Alle 9 del 17 ottobre è scattata l’operazione: 89 paracadutisti italiani, sei inglesi, un australiano, un americano e due greci si sono lanciati da due C-130 Hercules delle Forze armate egiziane, tra Himeimat e Quota 105, nel cuore del fronte difeso dalla Folgore. Per chi utilizzava il paracadute a fune di vincolo, il lancio è stato preceduto da due giornate di ricondizionamento fisico e tecnico e di addestramento alle procedure operative e di sicurezza, tra la base Airborne e l’Infantry House dell’esercito egiziano, al Cairo.

I bresciani protagonisti

Tra i partecipanti provenienti dal Bresciano figurano Stefano Raccagni e Dante Marenghi, entrambi di Palazzolo, insieme a Giorgio Cavattoni, Massimo Ghirardi, Luigi Gelmini, Laura Prandstraller, Pietro Orizio, Marco Pasquali e Davide Baronchelli. Nove i nomi indicati tra coloro che si sono lanciati nel deserto egiziano. Conclusa l’attività aviolancistica, il gruppo ha visitato alcuni dei luoghi simbolo della battaglia, dalle due colline di Himeimat all’ospedale militare sotterraneo ricavato nella postazione fortificata Kaponga Box, sottratta dagli italiani ai neozelandesi. La giornata di sabato si è chiusa davanti al Sacrario italiano, con una cerimonia al chiarore delle stelle. Presente anche la senatrice Isabella Rauti, sottosegretaria alla Difesa, che ha posticipato di un giorno la partenza per incontrare la Compagnia El Alamein.

I paracadutisti bresciani a El Alamein.

Un progetto per il Sacrario e la preghiera comune

Durante l’incontro, Rauti ha preannunciato un progetto per arricchire il Sacrario con nuovi spazi museali esterni e ripristinare quelli interni. Progettazione ed esecuzione saranno affidate al Progetto El Alamein, sotto la direzione scientifica del professor Aldino Bondesan dell’Università di Padova. Domenica 18 ottobre padre Michele, cappellano militare della Folgore, ha celebrato una messa in suffragio dei caduti, seguita dalla consegna dei brevetti ai partecipanti al lancio. Nel pomeriggio, le visite al museo di El Alamein e ai cimiteri di guerra britannico, australiano e greco hanno concluso le giornate commemorative. Qui, gli «ex nemici» si sono ritrovati per una preghiera comune in ricordo di tutti i caduti, appartenenti agli eserciti che si affrontarono duramente su quel fronte. Un momento che ha unito la memoria della battaglia al riconoscimento del sacrificio di quanti persero la vita nel deserto egiziano.