Addio Rosy, una vita segnata dalla Sla ma piena d’amore

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«Il mio cuore e quello dei miei figli non smetterà mai di battere per lei». Nel messaggio affidato al ricordo della sua famiglia c’è tutto l’amore di Marco Capelli per la moglie Rosanna Cerinza Pettreca, per tutti Rosy, morta oggi, lunedì 26 ottobre 2026, alle 14, all’età di 63 anni. Una storia lunga, attraversata dalla sofferenza, ma anche dalla forza di un legame che la malattia non è riuscita a cancellare.

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Rosy, di Pescate lascia il marito Marco, i figli Manuel e Lorenzo, i fratelli Francesco e Fausto e tutti i parenti. Per quasi diciassette anni la sua vita è stata condizionata dalla Sclerosi laterale amiotrofica, diagnosticata nel 2009 dopo i primi problemi nel parlare. Da quel momento, per lei e per la sua famiglia, è iniziato un percorso difficile, durante il quale ogni nuova limitazione ha imposto di trovare un modo diverso per affrontare la quotidianità.

Addio Rosy, una vita segnata dalla Sla ma piena d’amore

All’inizio erano le difficoltà nell’articolare le parole. Poi, con il progredire della Sla, sono arrivati i problemi alle braccia e alle gambe, fino alla perdita della mobilità e alla necessità di essere assistita continuamente. Un decorso particolarmente rapido, che ha cambiato radicalmente la vita della famiglia Capelli.

Marco aveva raccontato questa trasformazione in un’intervista di alcuni anni fa al Giornale di Lecco. Dopo due anni e mezzo dalla diagnosi aveva scelto di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alla moglie. Una presenza costante, giorno e notte, per affrontare insieme a lei le difficoltà di ogni giornata.

Nonostante la malattia, Rosy aveva conservato la lucidità. Quando non è più riuscita a comunicare attraverso la voce, ha utilizzato un comunicatore ottico, uno strumento che le permetteva di esprimersi attraverso lo sguardo. Ma tra lei e Marco c’era un’intesa che andava oltre qualsiasi dispositivo.

«Rosy ormai interagisce solo attraverso il comunicatore ottico, ma a me basta uno sguardo per capire cosa mi vuole dire», raccontava il marito. Una frase che restituisce la profondità di un rapporto costruito in tanti anni insieme, nel quale la conoscenza reciproca aveva reso possibile continuare a capirsi anche quando le parole non c’erano più.

Il talento per il cucito e una casa che parla di lei

Prima della malattia, Rosy era una sarta eccezionale. Aveva un dono naturale per il cucito e realizzava abiti, copridivani e tende, mettendo in ogni lavoro precisione e passione. Un talento che aveva lasciato tracce concrete nella casa e che Marco ricordava con orgoglio.

«Tutto in questa casa mi parla di lei», aveva confidato. In quelle parole c’è il ritratto di una donna che, attraverso il proprio lavoro, aveva saputo rendere più belli gli spazi della vita quotidiana e lasciare qualcosa di sé nelle cose che realizzava.

Con il passare degli anni, l’assistenza alla moglie era diventata l’impegno principale di Marco. I figli cercavano di aiutarlo, ma lui desiderava che potessero continuare a vivere la propria vita, senza rinunciare alle esperienze e ai progetti della loro età.

La fatica quotidiana e la vicinanza della comunità

Accanto alla sofferenza provocata dalla malattia, la famiglia aveva dovuto affrontare anche le difficoltà burocratiche legate all’assistenza. Marco aveva denunciato la fatica di dover gestire pratiche, documenti e lunghe attese proprio mentre tutte le energie erano assorbite dalla cura della moglie.

Non erano mancati, però, i gesti di solidarietà. Il Comune di Pescate aveva promosso iniziative per raccogliere fondi e sostenere la famiglia. Marco aveva ringraziato il sindaco Dante De Capitani, sottolineando quanto fosse importante, oltre all’aiuto economico, sentire la vicinanza della comunità nei momenti più difficili.

Oggi resta il ricordo di Rosy, della donna capace di creare con ago e filo e della forza con cui ha affrontato una malattia che le ha progressivamente tolto autonomia. Ma resta anche la storia di Marco, che ha scelto di starle accanto rinunciando al lavoro e dedicandole ogni giorno, per anni, tempo e cure.

Nel giorno dell’addio, il marito e i figli le hanno dedicato parole semplici e struggenti: «Ciao Rosi, ciao Mamma». Un saluto che chiude una vita terrena, ma non il legame con chi le ha voluto bene e continuerà a portarne il ricordo.

Le esequie saranno celebrate a Pescate, giovedì 29 ottobre  2026 alle 15  nella  chiesa parrocchiale del Divin Salvatore e Santa Teresa, per poi proseguire per il locale cimitero.

È possibile rendere omaggio alla cara Rosanna a Lecco, presso la Casa Funeraria Galli (in via della Pergola n. 55), fino alle ore 14:00 di giovedì 29 ottobre.