Una commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio

Una commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Luca Attanasio, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo e una collaborazione delle istituzioni internazionali per ottenere piena trasparenza nelle indagini ancora aperte sui mandanti.

Una commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte dell’ambasciatore Luca Attanasio

È la richiesta contenuta nel documento che è stato votato all’unanimità in Consiglio provinciale su iniziativa del gruppo di Centrosinistra. La proposta, come ha ricordato in Aula il capogruppo del Centrosinistra Vincenzo Di Paolo, era arrivata nei mesi scorsi da parte dei sindaci di Cesano Maderno Gianpiero Bocca e di Seregno Alberto Rossi, con un invito rivolto al presidente Luca Santambrogio e all’Assemblea dei sindaci. A Cesano Maderno la stessa mozione è stata approvata di recente dal Consiglio comunale, la cui Aula sabato è stata intitolata proprio all’ambasciatore.

“Avevamo condiviso tutti, al termine del precedente mandato provinciale, l’impegno a portare avanti questa doverosa istanza. È stato il primo atto che abbiamo voluto presentare nel nuovo mandato e desidero ringraziare il presidente Santambrogio e i capigruppo delle forze di Centrodestra per aver voluto condividere e sottoscrivere il documento”, ha rimarcato Vincenzo Di Paolo.

“Abbiamo imparato a conoscere Luca Attanasio quando ormai era già morto –  ha affermato il consigliere di Desio Francesco Pasquali nel suo intervento – Troppo spesso, persone che tessono trame silenziose capaci veramente di cambiare l’andamento di una vicenda segnata da corruzione o da assetti di potere logori, vengono uccise. Ci si incarta sui rallentamenti voluti e i depistaggi provocati, dimenticando che a dare fastidio a chi la verità cerca di insabbiarla non sono soltanto indagini coraggiose, ma anche l’imitazione di queste persone in quello che stavano facendo e soprattutto la coltivazione e la realizzazione delle loro idee, che rappresentano il reale motivo della loro uccisione”.

Il consigliere Riccardo Sala ha ricordato che l’ambasciatore cresciuto a Limbiate era stato insignito nel 2021 dell’onorificenza civica provinciale Premio Talamoni, nel corso di una partecipata e commovente cerimonia tenutasi presso la palestra del Liceo Statale Ettore Majorana di Desio, scuola in cui Attanasio aveva studiato, e per l’occasione intitolata alla sua figura. E ha commentato:

“Luca Attanasio era un figlio della Brianza e un cittadino del mondo. La diplomazia e le relazioni internazionali richiedono una vera vocazione. Una vocazione al dialogo, al servizio delle istituzioni e all’incontro con realtà spesso difficili e lontane. Luca Attanasio ha interpretato questo ruolo con umanità, coraggio e un profondo senso del dovere. Chiedere che sia fatta piena luce su ciò che è accaduto, significa rendere giustizia a lui, alle altre vittime e alle loro famiglie. Significa anche tutelare chi lavora, spesso lontano dai riflettori, per costruire relazioni tra i popoli, cooperazione e occasioni di pace”.

La promessa del presidente Sergio Matterella

Secondo le denunce pubbliche della famiglia Attanasio e gli elementi portati dal loro legale all’attenzione delle commissioni parlamentari, l’ambasciatore aveva scoperto una massiccia distrazione e sparizione di fondi umanitari destinati alla popolazione della Repubblica Democratica del Congo. A Seveso, lo scorso 10 luglio, in occasione della cerimonia per i 50 anni dal disastro all’Icmesa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha confermato ai genitori del diplomatico che la Repubblica farà di tutto per scoprire la verità.