Un comitato contro la nuova antenna

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Un’antenna telefonica, alta 36 metri, da qualche giorno campeggia su una delle zone residenziali maggiormente di pregio del paese. E chi vive in quella zona è letteralmente sul piede di guerra.

Un comitato contro la nuova antenna

I residenti di via Papa Giovanni XXIII, in località Rovagnate, hanno costituito un comitato che è destinato a espandersi a macchia d’olio per contestare la presunta illegittimità dell’installazione del manufatto, avvenuta nei giorni scorsi nonostante la diffida e formale istanza di sospensione cautelativa dei lavori inviata dall’avvocato a cui si sono rivolti (Andrea Fontana di Milano) nella giornata di martedì. La Pec di contestazione dell’opera, che fa capo a Iliad Italia Spa, è stata inviata al sindaco Alberto Valli, al responsabile dell’Ufficio Tecnico Hermes Caimi, ma anche per conoscenza al Parco di Montevecchia, alla Direzione Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, alla Provincia di Lecco, alla Soprintendenza, ad Arpa Lombardia e al Ministero dell’Ambiente.

Nel testo, concordato con le famiglie che vivono nelle unità immobiliari accanto alla nuova antenna telefonica, il legale sostiene che i residenti abbiano saputo dell’intervento soltanto il 3 ottobre, pochissimi giorni prima dell’effettiva installazione avvenuta «senza la piena contezza dei titoli amministrativi, delle caratteristiche progettuali, delle dimensioni definitive dell’opera o delle violazioni oggi denunciate».

Le altre contestazioni

Sempre nelle contestazioni messe nero su bianco in una Pec, si parla di intervento «significativamente prossimo», tra le altre, alle proprietà di via Chioso e via Rampina, con «una trasformazione difficilmente reversibile dei luoghi» anche in quanto «in posizione dominante e potenzialmente visibile da ampie porzioni del paesaggio». A suscitare preoccupazione è ovviamente anche l’esposizione elettromagnetica, oltre all’inevitabile svalutazione delle abitazioni in prossimità dell’antenna: un fatto, quest’ultimo, che potrebbe portare a un’azione legale in sede civile, con richiesta di risarcimento danni ningenti nei confronti dell’operatore, dei proprietari del terreno, dell’installatore, del Comune, non escluso il funzionario che ha autorizzato la pratica, se ne emergeranno eventuali responsabilità.

Il procedimento che ha portato all’installazione della stazione radio, stando alle informazioni in possesso dei residenti, sembrerebbe essere partito il 2 marzo – dunque ancora sotto l’Amministrazione di Marco Panzeri – ed essere stato poi autorizzato il 15 maggio. Oltre a essersi rivolte a un legale, le famiglie che vivono nelle abitazioni a poche decine di metri dall’antenna, si sono anche costituite in un gruppo Whatsapp e in un comitato spontaneo che sta già varcando i confini della zona.