“Sempre a tetta alta”, Gritti lancia un progetto di sensibilizzazione sul tumore al seno

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“Sempre a tetta alta”. Sì, proprio “tetta”, non è un errore di battitura, è il simpatico slogan stampato su una maglietta, la vendita della quale sosterrà le attività dell’associazione “Amici di Gabry” nata nel 1998 in ricordo di una donna che ha lottato tenacemente contro il cancro al seno.

La battaglia di Mara Gritti

Una trovata di Mara Gritti – 51enne di Cologno al Serio ex titolare del bar “La Piazzetta 2.0” sito in paese – quella delle magliette con lo slogan “Sempre a tetta alta”. La sua vita lo scorso 2 aprile è cambiata di colpo, dopo aver ricevuto la notizia-choc della presenza di un tumore al seno, scoperto grazie allo screening a cui si è sottoposta gratuitamente accogliendo l’invito del Sistema sanitario nazionale. Una doccia gelata, poi la decisione di non concentrarsi solo sulla lotta al male, come se questo fosse poco, ma di fare qualcosa per sensibilizzare tutte le donne al problema, perché non ignorino l’invito riponendo la missiva nel cassetto: potrebbe costare la vita.

“Non avevo mai saltato un appuntamento prima ma stavolta, avendo cambiato posto di lavoro, ho rischiato di rinviarlo perché ero in difficoltà con gli orari – ha raccontato – per fortuna non l’ho fatto… non avevo nessun sintomo se non un po’ di stanchezza che attribuivo alla vita frenetica”.

Meno di dieci giorni dopo la mammografia infatti è arrivata la telefonata che nessuno vorrebbe ricevere.

“Mi hanno comunicato che mi era stato riscontrato un carcinoma maligno al seno – ha continuato – quindi il 20 maggio mi sono sottoposta a un intervento di mastectomia totale, con inserimento di espansori. E’ stato preso in tempo, c’erano già delle calcificazioni e ho iniziato una terapia ormonale”.

Un’esperienza che stravolge completamente l’esistenza.

“Mi ha segnato profondamente, davvero – ha affermato – fino a 10 giorni prima dell’intervento ho voluto lavorare nel bar di Levate in cui sono dipendente, è stato un modo per distrarmi altrimenti mi sarebbe scoppiata la testa: quando ho saputo il primo pensiero è andato alla mia famiglia, marito e tre figli. Cosa succederà? Li farò soffrire? Sono entrata in un mondo nuovo, ho conosciuto altre donne che vivono la medesima situazione, siamo tutte sulla stessa barca. Purtroppo ora come ora non riesco a riprendere il lavoro, la terapia mi sta debilitando, inoltre, essendo quella che svolgo un’attività molto dinamica, il braccio non ce la fa. Senza contare che con un movimento sbagliato potrei rischiare di far spostare l’espansore. Tra 6-8 mesi dovrò subire un altro intervento per l’inserimento di una protesi, che dovrebbe risolvere ogni fastidio”.

Il progetto di sensibilizzazione

Rimanere fra le mura di casa, con un simile peso sul cuore, però non è facile.

“Per me il periodo più difficile è proprio quello che sto vivendo, abituata a stare in movimento tutto il giorno mi ritrovo ad avere il fiatone quando faccio le scale, una cosa che fiacca il morale – ha detto amara – Un giorno, scrollando il cellulare insieme alla mia consuocera, che contemporaneamente si è trovata ad affrontare lo stesso mio problema, abbiamo scoperto che esistono diverse magliette per sensibilizzare sul tema. Ci ha colpito lo slogan ‘Sempre a tetta alta’, con il simbolo del girasole, un fiore rivolto sempre verso la luce. Sul retro un fiocco con la scritta ‘Amati sempre’, fondamentale nel momento più buio. Per questo ho deciso di fare qualcosa per le altre donne e ho cominciato a vendere queste magliette alle mie amiche e a mia sorella quest’estate. Così è nato il team ‘Girls sempre a tetta alta’”.

L’idea è piaciuta parecchio e la richiesta delle magliette è aumentata, tanto che Mara ha pensato di raccogliere fondi.

“Sono entrata in contatto con l’associazione ‘Amici di Gabry’, che ha sede all’ospedale di Treviglio, a cui andrà parte del ricavato delle vendite – ha spiegato – tra l’altro proprio in ospedale venerdì 30 ottobre alle 17 si terrà un convegno, nella sala verde, che informerà sulla legge che tutela il diritto all’oblio oncologico: una persona che è stata malata infatti si porta addosso una sorta di etichetta, che si traduce in limitazioni. Per fortuna, se preso in tempo, il tumore al seno è guaribile, ecco perché è fondamentale la prevenzione: il tempo per la salute bisogna trovarlo”. 

Il sostegno della “Banda del ciuco”

Il progetto è stato presentato domenica 25 ottobre, durante la camminata della “La banda del ciuco”, composta da Luisa Ganzerla, Ilaria Zerbini e Sara Bonacina, tre amiche con i loro adorati asinelli Pepa, Bianca e Juno, e Jenny. Un sodalizio nato nell’anno di “Bergamo Brescia Capitale della Cultura 2023” che organizza la passeggiata nella natura, che aiuta a rallentare e a godere del tempo e delle bellezze che ci circondano, con partenza alla fattoria didattica “Le Fornasette”. Il ricavato è devoluto all’associazione colognese “La Pervinca”, che si occupa di disabilità. Un’iniziativa a cui durante l’anno se ne affiancano anche molte altre di tipo terapeutico e ludico.

“Sono anni che sostengo la ricerca sul cancro, anche mio padre ha avuto problemi oncologici – ha concluso Mara – questo è un progetto che mi frullava in testa da tempo: purtroppo molte donne nascondono il problema invece è bene parlarne, per spingere sempre più persone a sottoporsi ai controlli”.