“Pane”: obiettivo Parco regionale con il 35% del territorio comunale

Obiettivo 35% del territorio comunale inserito all’interno del Parco Pane.

L’incontro ad Agrate per parlare dell’iter per la promozione del Parco Pane

Questo uno degli aspetti più significativi emersi martedì scorso in occasione di un incontro pubblico tenutosi nella sala del Consiglio comunale di Agrate,  avente ad oggetto l’iter in corso per promuovere il “Pane”, ora Parco locale di interesse sovracomunale, a Parco regionale.

Presenti in qualità di relatori l’assessore comunale alle Politiche Ambientali Roberto Strabello, il presidente del CdA del Parco Pane Silvano Brambilla e il presidente del Parco Adda Nord Giorgio Monti.

Per Agrate obiettivo 35% del territorio comunale all’interno del Parco

Come ricordato dall’assessore Strabello, il percorso di regionalizzazione è stato avviato nell’ottobre 2025. La scelta risponde a un’esigenza di lungo periodo: una direttiva europea del 2019 chiede, infatti, agli Stati membri di portare almeno al 30% la quota di aree protette sul proprio territorio; un obiettivo che la Regione Lombardia intende perseguire rafforzando il proprio sistema di aree tutelate.

“Per quanto concerne Agrate – ha spiegato l’assessore Strabello – attualmente abbiamo una superficie di 313 ettari inclusa nel Parco Pane, pari al 27,1% del territorio comunale. L’obiettivo che ci siamo posti è arrivare al 35%, con un incremento della superficie interessata da 313 a 395 ettari. Le aree che verrebbero annesse sono localizzate nella zona di Trivulzina, nell’area attorno alla vasca di volano e nelle aree di Cascina Morosina, attorno alla via Lecco, e in quella attigua al viale Trivulzio”.

Da sinistra il presidente del CdA del Parco Pane Silvano Brambilla, l’assessore comunale alle Politiche Ambientali Roberto Strabello e il presidente del Parco Adda Nord Giorgio Monti.

Il presidente del Pane: “Il passaggio a Parco regionale garatirà più tutela e fondi”

“Tre le ragioni principali indicate per il passaggio a parco regionale vi sono: un innalzamento del livello di tutela – ha aggiunto Brambilla, presidente del “Pane” – a fronte di una crescente pressione antropica sul territorio; una maggiore tutela paesaggistica, dal momento che ogni parco regionale si deve dotare di un Piano Territoriale di Coordinamento che rappresenta lo strumento di gestione e governo del territorio. Le previsioni del Ptc prevalgono su quelle degli strumenti urbanistici comunali. Senza contare anche la questione economica, visto che i parchi regionali possono accedere ai bandi. Nell’ultimo anno Regione Lombardia ha messo a disposizione dei suoi parchi regionali 5 milioni di euro”.

Il presidente del Parco Adda Nord: “Lavoro ineccepibile”

Il presidente del Parco Adda Nord, Monti ha sottolineato come il lavoro svolto nel corso degli anni dal Parco Pane sia sempre stato ineccepibile.

“Innanzitutto, mentre l’adesione a un Plis è volontaria e la tutela dipende in larga parte dalla volontà delle singole amministrazioni, l’istituzione di un parco regionale avviene per legge regionale, così come l’ampliamento dei suoi confini, dando vita a una forma di tutela più solida e stabile nel tempo – ha sottolineato Monti –. Un altro tema riguarda le azioni e le funzioni di tutela ambientale. Il Parco Pane attualmente non gestisce Siti di Interesse Comunitario (SIC), anche se già nell’indirizzo dei sindaci dell’assemblea emerge la volontà di valorizzare i siti con peculiarità ambientali. Inoltre, tra gli obiettivi dei parchi regionali troviamo quello della valorizzazione culturale e storica del territorio, promuovendone anche il turismo. Infine c’è anche l’aspetto della vigilanza ambientale, già molto sviluppato nel PLIS, che una volta realizzato questo passaggio dovrà arricchirsi, ad esempio, anche della componente di antincendio boschivo”.

L’assessore: “Purtroppo non è possibile arginare Pedemontana”

“Purtroppo l’aumento delle tutele che porterà con sé il passaggio a parco regionale non potrà avere effetti diretti rispetto all’eventuale passaggio della Tratta D Breve della Pedemontana sul nostro territorio – conclude l’assessore Strabello – Riteniamo però che questa estate sia stata un chiaro segnale di quello che sta succedendo, con una situazione ambientale e climatica ormai disastrosa, frutto di scelte sbagliate degli ultimi 50 anni a livello globale. Quindi, dal momento che non è più possibile invertire la rotta, per noi è almeno doveroso tirare il freno a mano, e tutte queste attività e iniziative di tutela della biodiversità e di tutela del territorio che porterà la regionalizzazione del Parco saranno sicuramente importanti” .

I prossimi passi

La proposta di passaggio a parco regionale sarà portata all’esame del prossimo Consiglio comunale di Agrate. Una volta completato l’iter di approvazione da parte di tutte le Amministrazioni comunali, il “Pane” adotterà una delibera da trasmettere in Regione, contenente i nuovi confini definiti dalle singole approvazioni. La Regione trasferirà una proposta di legge al Consiglio regionale, che dovrà approvarla in via definitiva: solo a quel punto il Parco Pane potrà nascere ufficialmente come parco regionale.