Novara, fotografia e architettura si incontrano: il 17 settembre l’Ordine ospita Maurizio Faraboni

Fotografia e architettura si incontrano a Novara con “VEDERE < FARE – Fotografia e Architettura a dialogo”, il progetto promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori delle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola e coordinato dalla Commissione Cultura di Novara.

Il primo appuntamento è in programma giovedì 17 settembre alle 17 nella sede dell’Ordine e vedrà protagonista il fotografo novarese Maurizio Faraboni, che parlerà della propria visione dell’opera e del messaggio fotografico. Nell’occasione saranno esposte anche le immagini realizzate dagli architetti del territorio che hanno partecipato alla open call “SCATTA IL TUO LUOGO con un potenziale!”, lanciata dall’Ordine lo scorso luglio.

L’iniziativa, gratuita per gli iscritti, ha raccolto tra luglio e agosto fotografie di architetture e luoghi del Novarese e del Vco, sia antropizzati sia naturali, considerati interessanti ma poco vissuti, trascurati, poco animati o non progettati. L’obiettivo era individuare luoghi che, secondo lo sguardo dei professionisti, possano esprimere un potenziale e suggerire possibili interventi futuri.

«La città potenziale» emersa dalle immagini sarà quindi al centro del dialogo partecipativo previsto durante gli incontri di “VEDERE < FARE”, con i fotografi protagonisti, i componenti della Commissione Cultura e il pubblico.

«L’evento – annunciano il presidente dell’Ordine Matteo Gambaro e la referente della Commissione Romina Emili – vedrà l’intervento del fotografo novarese Maurizio Faraboni, che illustrerà la sua visione dell’opera e del messaggio fotografico, ma anche l’esposizione delle immagini realizzate dagli architetti del territorio che hanno aderito alla open call “SCATTA IL TUO LUOGO con un potenziale!” lanciata dall’Ordine lo scorso luglio».

Dopo Faraboni, il calendario proseguirà con altri due appuntamenti: il 24 settembre con Marco Introini e il 1° ottobre con Giovanni Hanninen.

Maurizio Faraboni, dalla moda al fotogiornalismo

Nato a Novara nel 1972, Faraboni si avvicina alla fotografia dopo gli studi superiori, iniziando una collaborazione decennale come assistente del fotografo Monty Shadow. In quegli anni lavora a campagne pubblicitarie internazionali per marchi come Ferrari, Mercedes Benz, Officine Meccaniche Panerai, Motoscafi Riva, Richard Mille e Fila. Fotografa inoltre sui circuiti di Formula 1 e nel mondo della moda, lavorando anche con importanti agenzie e top model.

Successivamente collabora con il fotografo Wahb Mobkhout, lavorando con modelle come Kate Moss, Naomi Campbell, Yashimine Gaury e Linda Evangelista.

Parallelamente alla fotografia di moda, Faraboni si orienta sempre più verso il reportage e il racconto di temi sociali, iniziando a documentare guerre, carestie, malattie e situazioni di marginalità in diverse parti del mondo.

Tra i suoi reportage più conosciuti quello sulla lebbra, realizzato nell’arco di quasi vent’anni attraverso numerosi viaggi in Africa, e quelli dedicati ai ragazzi delle fogne di Bucarest, alla contaminazione ambientale, agli ultimi schiavi tagliatori di canna da zucchero nella Repubblica Dominicana, agli effetti del Fentanyl negli Stati Uniti, al voodoo ad Haiti e alla rotta balcanica percorsa dai migranti. Ha raccontato anche il ghetto di Rignano Garganico e diversi teatri di guerra, dall’ex Jugoslavia all’Albania, dal Libano alla Siria e all’Ucraina, dove è tornato anche nel luglio scorso.

Le sue fotografie sono state pubblicate da numerose testate nazionali e internazionali. Nel 2024 ha vinto il Focus Award in Albania e ha partecipato come ospite a diversi festival della fotografia, tra cui quelli di Lodi e Corigliano Calabro, Photokina di Colonia e il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. È stato inoltre Ambassador Fujifilm nel mondo e reporter del giornale online Gli occhi della guerra, oggi InsideOver.