«Quei due grandi tralicci troppo vicino alle case, erano davvero necessari?». Se lo chiedono alcuni residenti in via Stazione, dove Rfi ha installato le strutture in prossimità del passaggio a livello nell’ambito dei lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Ivrea-Aosta.
Maxi tralicci di Rfi vicino alle case
Progettate per impedire il transito sui binari di mezzi con un’altezza incompatibile con la nuova linea, destano perplessità in paese. Senza mettere in discussione l’intervento, volto alla salvaguardia della tratta, si chiede di verificare se sia ancora possibile modificarne la collocazione o almeno ridurne l’impatto utilizzando anche un altro sistema di limitazione del traffico in altezza. «Nessuno mette in discussione la necessità di garantire la sicurezza della linea ferroviaria – spiega il capogruppo d’opposizione Giovanni Lombardi, facendosi portavoce della preoccupazione dei residenti – A essere contestata è la scelta progettuale: i due grandi portali metallici attraversano trasversalmente la strada di via Stazione in due punti e arrivano molto vicino alle case, con un impatto visivo particolarmente evidente. A rendere ancora meno comprensibile la scelta, è la conformazione dell’area. Oltre il passaggio a livello non esistono infatti strade di collegamento importanti: vi sono soltanto alcuni terreni privati e un vecchio fabbricato ferroviario.
I residenti di via Stazione chiedono di verificare se sia ancora possibile modificarne la collocazione o almeno ridurne l’impatto utilizzando anche un altro sistema di limitazione del traffico in altezza
Il passaggio viene utilizzato soprattutto da mezzi agricoli di altezze non rilevanti». I residenti di via Stazione non criticano dunque l’esigenza di mettere in sicurezza la ferrovia, bensì la collocazione dei tralicci di tali dimensioni così vicino alle loro abitazioni. «In passato da lì si raggiungeva un ponticello in ferro che collegava via Stazione alla Statale 26, ma una violenta alluvione lo portò via e non fu mai ricostruito – ricorda il consigliere Lombardi, già segretario comunale di Quincinetto – Proprio per questo sarebbe stato opportuno valutare una soluzione meno impattante. Guardando la struttura, viene spontaneo chiedersi se non fosse possibile collocarla diversamente. Ad esempio disponendo il braccio parallelamente alla recinzione ferroviaria, come è stato fatto in corrispondenza del passaggio a livello di Borgofranco d’Ivrea, o anche con un sistema formato da due pali metallici collegati tra loro da trecce metalliche alle altezze dovute come già predisposto per altri passaggi a livello lungo la tratta ferroviaria. La funzione di sicurezza sarebbe rimasta invariata, ma l’impatto sulle abitazioni e sul territorio sarebbe stato decisamente inferiore». Perplessità riguardano anche il metodo con cui si è arrivati alla realizzazione dell’opera. «L’intervento è stato eseguito da Rfi con il nulla osta dell’Ufficio tecnico comunale – sottolinea Lombardi – Forse sarebbe stato opportuno un confronto maggiore prima dell’installazione. Una concertazione più attenta tra Comune e Rfi avrebbe potuto portare a una soluzione capace di garantire la sicurezza senza penalizzare chi vive in questa zona del paese». E Lombardi taglia corto: «La sicurezza viene prima di tutto, ma sicurezza e rispetto del territorio non dovrebbero essere obiettivi incompatibili».
