Sotto i portici di piazza Mercato a Erba un centinaio di persone ha assistito a Senza lasciare nessuno indietro, che racconta la storia e la realtà della missione brasiliana in cui operò padre Aristide; a corredo interventi e testimonianze. Sabato 3 ottobre pellegrinaggio degli Amici a Verona
Il docufilm
Un centinaio di persone ha gremito i Portici di piazza Vittorio Veneto (piazza Mercato) a Erba, nella serata di sabato 12 settembre, per la proiezione di Senza lasciare nessuno indietro, il docufilm che racconta la realtà di Marituba, la comunità brasiliana alla quale il Vescovo missionario erbese monsignor Aristide Pirovano dedicò l’ultima parte della sua vita.
L’evento era promosso dall’Associazione Amici di Monsignor Aristide Pirovano e dai Poveri Servi della Divina Provvidenza dell’Opera
Don Calabria (che ha prodotto il docufilm), d’intesa con la Comunità pastorale Sant’Eufemia e con il patrocinio del Comune di Erba.
Proprio in rappresentanza del Comune la serata è stata aperta dal saluto dell’assessore ai Servizi sociali Maria Francesca Frigerio, compiaciuta di poter approfondire la sua conoscenza di Marituba dopo averne sentito parlare dagli Amici e dallo stesso padre Aristide, che ha conosciuto personalmente. Ha inoltre espresso il suo cordoglio per la recente scomparsa di Franco Cavenaghi, socio fondatore degli
Amici di Monsignor Pirovano.
Al ricordo di Cavenaghi – «presenza importantissima, anche negli ultimi anni attento e interessato alle sorti dell’Associazione» – si è associato il vicepresidente degli Amici Mauro Colombo, che ha introdotto la serata contestualizzandola, da una parte, nell’ambito della festa patronale della Comunità pastorale Sant’Eufemia e, dall’altra, all’interno del Tempo del Creato (1 settembre – 4 ottobre), il periodo che
le Chiese cristiane dedicano alla preghiera per la custodia e la cura dell’ambiente e alla valorizzazione di esperienze ispirate alla cosiddetta «ecologia integrale» (che unisce il rispetto della natura alla promozione della persona).
Questo l’orizzonte di senso di Senza lasciare nessuno indietro, come sottolineato da Matteo Cavejari, responsabile della comunicazione per l’Opera Don Calabria e tra i curatori del docufilm, che ne ha illustrato la genesi e le motivazioni:
«Quando l’Onu ha scelto Belem (capitale dello Stato del Parà, da cui Marituba dista una decina di chilometri) quale sede della Cop30, la Conferenza internazionale per i cambiamenti climatici, abbiamo pensato che fosse l’occasione giusta per presentare a tutto il mondo il modello di sviluppo in atto in quella realtà. Una comunità nata da un lebbrosario, strumento quindi di esclusione e di emarginazione, e oggi invece luogo di inclusione a 360 gradi, sul fronte educativo, sanitario e sociale. E in un’ottica di sostenibilità ambientale».
La proiezione
La proiezione ha riassunto le origini di Marituba, dall’originaria colonia di lebbrosi all’arrivo, alla fine degli anni Sessanta, di Marcello Candia – l’industriale milanese che rinunciò ai suoi averi per consacrarsi come missionario laico, di cui ricorre il 110° anniversario della nascita -, raggiunto poi da padre Aristide. Le testimonianze di alcuni hanseniani da decenni residenti a Marituba hanno raccontato l’impulso allo sviluppo dato da Candia e Pirovano fino all’arrivo, all’inizio degli anni Novanta, dell’Opera Don Calabria, tuttora responsabile della comunità.
La seconda parte del docufilm – attraverso le parole di abitanti, insegnanti, sanitari, tecnici e autorità politiche e religiose – ha illustrato le opere realizzate o implementate dai Poveri Servi: scuole, centri di formazione professionale, aziende agricole, servizi sociali e naturalmente l’Ospedale “Divina Provvidenza”, oggi punto di riferimento per tutto il territorio amazzonico.
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I ricordi
Dopo la proiezione, gli interventi dei rappresentanti delle tre realtà promotrici. Rosanna Pirovano, presidente degli Amici, ha ricordato il suo primo viaggio a Marituba e l’emozione di entrare nello studio di monsignor Aristide. Ha poi confidato un aneddoto sulla vivacità del ragazzino Aristide rivelatole da Carla Pirovano, sorella del missionario:
«Giocava al pallone con gli amici e, quando pioveva, venivano proprio sotto questo portico. Una volta, nel bel mezzo della
partita, Aristide udì il suono delle campane di Sant’Eufemia che annunciavano la Messa e corse via per andare in chiesa. Quel giorno, però, giocava in porta, che rimase sguarnita…».
Don Alves Tchilunda, angolano, sacerdote calabriano, ha raccontato le sue prime esperienze temporanee a Marituba, dove poi nel 2012 assunse la direzione amministrativa dell’Ospedale. Oggi è responsabile del settore Progetti e innovazione della Fondazione Missioni Don Calabria: in questa veste ha accennato alle nuove iniziative in atto nella comunità sul fronte sanitario (nel reparto dell’emodialisi) e
sociale (a favore delle donne vittime di violenza). Interventi che hanno ricevuto il sostegno del Vaticano e del Ministero degli Esteri italiano, dopo che il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, e l’onorevole Antonio Tajani, titolare del dicastero, hanno visitato Marituba durante la Cop30.
«Marituba è unasfida continua – ha precisato don Alves-. Non ci si ferma mai, si va sempre avanti».
A suggello della serata, la riflessione del Prevosto, monsignor Angelo Pirovano:
«Nel docufilm il colore prevalente è il verde della natura: vivo, intenso, rigoglioso. Il verde è il colore della speranza e speranza significa anche cammino verso il futuro. Questo per chi ha fede, naturalmente. Marituba è il simbolo della fede nella speranza innervata nella carità, vale a dire nel prendersi cura degli altri. È davvero gratificante constatare come quanto fu intrapreso da Marcello Candia e da padre Aristide è oggi perpetuato, rinnovato e costantemente alimentato, con il medesimo spirito, dai Poveri Servi».
Al termine è stata illustrata la prossima iniziativa degli Amici: sabato 3 ottobre un pellegrinaggio in pullman a Verona, alla casa madre dell’Opera Don Calabria e al Santuario del fondatore, per approfondire la conoscenza della sua figura e della sua spiritualità (quota di partecipazione 30 euro, adesioni entro il 27 settembre a info@amicimonspirovano.it ).
