La rete per l’accoglienza degli stagionali entra a regime dopo i lavori del Pnrr

La raccolta della frutta è ormai entrata nel vivo, con le prime pesche che hanno iniziato a lasciare gli alberi delle campagne saluzzesi. Ma, parallelamente al lavoro nei frutteti, anche quest’anno torna al centro dell’attenzione il tema dell’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali, un fenomeno che negli ultimi anni ha accompagnato la crescita del distretto e che ha richiesto un’organizzazione sempre più strutturata.Il punto della situazione è stato fatto nei giorni scorsi in municipio a Saluzzo, dove gli enti coinvolti nel Protocollo territoriale coordinato dalla Prefettura di Cuneo hanno illustrato numeri e risultati del percorso avviato ormai da anni. Una rete che oggi coinvolge undici Comuni, associazioni agricole, organizzazioni sindacali, Asl, forze dell’ordine, cooperative e realtà del volontariato.

Il quadro che emerge è quello di un sistema cresciuto nel tempo e che ha permesso di aumentare sensibilmente i posti disponibili. Nel 2025 il distretto frutticolo del Saluzzese ha registrato circa 15 mila contratti di lavoro, oltre 10 mila dei quali riferiti a lavoratori stranieri. La presenza effettiva sul territorio durante le campagne di raccolta è stimata tra le 7.500 e le 8.000 persone, con un picco legato soprattutto alla stagione estiva.

Grazie ai fondi del Pnrr (1,693 milioni di euro) destinati al superamento degli insediamenti informali, tutti i sette interventi previsti sul territorio sono stati completati nei tempi stabiliti. La rete pubblica dell’accoglienza può oggi contare su 303 posti letto, ai quali si aggiungono i 46 della Caritas, con tre nuovi moduli abitativi installati in via della Croce, e i 18 posti attivati dalla cooperativa Proposta 80 a Revello per accompagnare i lavoratori nella fase di passaggio tra un contratto e l’altro. Complessivamente sono quindi 367 i posti organizzati attraverso il sistema territoriale.

A questi si sommano le soluzioni abitative messe a disposizione direttamente dalle aziende agricole, che rappresentano la parte più consistente dell’accoglienza. «Il dato più importante – ha sottolineato il sindaco di Saluzzo Franco Demaria – è che oggi il 99,7 per cento dei lavoratori presenti sul territorio trova una sistemazione abitativa, nelle aziende o nelle strutture della rete. Non abbiamo eliminato tutte le criticità, ma abbiamo costruito un sistema che funziona e continua a migliorare».

Un percorso che, secondo l’Amministrazione, dimostra come una questione complessa possa essere affrontata attraverso la collaborazione tra soggetti diversi. «Non abbiamo risolto definitivamente il problema, ma siamo sulla strada giusta – ha aggiunto Roberto Dalmazzo, presidente del Distretto della frutta e portavoce dei sindaci firmatari del Protocollo -. Questo non è un documento statico, ma uno strumento che deve evolvere seguendo ciò che accade sul territorio».

Il sistema comprende anche servizi che vanno oltre l’accoglienza abitativa: la Caritas continua a garantire docce, distribuzione di abiti, deposito bagagli, biciclette e circa 250 pasti al giorno, mentre l’Infopoint rappresenta un punto di riferimento per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. La cooperativa Proposta 80, inoltre, segue le strutture di accoglienza che oggi ospitano circa 130 persone, un numero destinato a crescere con l’avanzare della raccolta.

Per il Comune di Saluzzo la sfida resta però anche quella di mantenere un equilibrio tra esigenze produttive, inclusione e convivenza. Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, l’Amministrazione rivendica la scelta di «affrontare i problemi senza negarli, ma anche senza rinunciare ai valori di una comunità civile».