La Giunta su Villa Bagatti resiste al ricorso: “Sia fatta giustizia”

Continua l’odissea giuridica nella vicenda di acquisizione di Villa Bagatti a Varedo. È arrivata nei giorni scorsi la delibera della Giunta comunale che autorizza il primo cittadino a resistere in giudizio, dopo il ricorso presentato a giugno dalla società Arbo, legale rappresentante dell’ex proprietario originale dell’immobile.

Caso Villa Bagatti, non è ancora finita

Ormai quindici anni fa Villa Bagatti, dimora storica in via Vittorio Emanuele II, era passata in mano alla Fondazione La Versiera, nata nello stesso anno e di cui il Comune è socio unico, con lo scopo di tutelare il patrimonio della villa. Il Comune di Varedo aveva continuato a usare lo stabile per manifestazioni ed eventi pubblici, nonostante nel 2020 fosse arrivata dalla Giunta Vergani la richiesta di annullamento degli atti di compravendita avvenuta tra Versiera e Arbo Srl, perché, per la Corte d’Appello di Milano, l’operazione aveva aggirato le norme di finanza pubblica e il patto di stabilità degli enti locali.

La richiesta di risarcimento

Da qualche tempo la società della vecchia proprietà sta chiedendo al Comune un risarcimento di diversi milioni di euro per i quindici anni di mancato usufrutto del bene storico. “E’ assurdo che ci vengano a chiedere l”affitto’ – commenta l’assessore agli Affari Interni e vicesindaco, Matteo Figini – L’iter giudiziario che ci ha portati fino a oggi è complesso e la situazione non si è ancora sbloccata del tutto. Speriamo di vincere anche in Appello per vedere finalmente chiudersi una vicenda che va avanti da tanto tempo”.

L’Amministrazione spera che la vicenda si chiuda una volta per tutte

E a fine luglio, in Consiglio comunale, era tornata l’attenzione su Villa Bagatti per eleggere il nuovo Comitato di amministrazione della Versiera, che ha riconfermato alla presidenza Elena Riva e altri due membri, Emanuele Fusi e Claudio Sturaro, richiamati per il nuovo triennio, che, “speriamo – ha affermato Riva – sarà quello decisivo, in cui il futuro della villa diventerà finalmente chiaro e noi potremo riprendere le nostre attività come Fondazione”.  Intanto, l’Amministrazione auspica a una vittoria che metta una pietra sopra la vicenda: “Vincere questa volta – continua Figini – significherebbe aver fatto giustizia. Ci auguriamo che sarà, di nuovo, così”.