Gli autori di Prata protagonisti ai Crotti

Si è concluso con successo l’appuntamento culturale “Colori… memorie… brividi…”, svoltosi domenica 6 settembre nella suggestiva località Curtiv, presso i Crotti di Prata Camportaccio. L’incontro, nato dalla sinergia tra il Comune e la Compagnia del Toorc e splendidamente moderato da Paolo Rotticci, ha dimostrato come la cultura di qualità sappia fare breccia nel cuore della comunità.

Un progetto fortemente voluto

Si è trattato di un progetto fortemente voluto dall’Amministrazione comunale di Prata Camportaccio e promosso in prima persona dall’Assessore Adela Giudici, che ha creduto nel valore di questa iniziativa come veicolo di valorizzazione territoriale e coesione sociale. Un impegno ripagato appieno: anche se l’affluenza complessiva non è stata quella delle grandi occasioni, l’evento ha potuto contare su un pubblico selezionato e di assoluta qualità. La platea attenta, calorosa e profondamente partecipe ha confermato la bontà del format. Tra i commenti entusiasti dei presenti, uno spettatore ha infatti sottolineato: «Molto interessante, un format di evento da ripetere e una location da riproporre per futuri eventi estivi».

I protagonisti? Tre autori locali

Al centro del pomeriggio, le parole e le opere di tre stimati autori locali. Grande interesse ha suscitato il focus su Domenico Livoti, autore de “Lo zio d’America”. Il suo racconto ha offerto una profonda ed emozionante immersione nella memoria storica locale, toccando corde intime e raccogliendo il grande apprezzamento dei presenti per la straordinaria capacità di tessere legami tra passato e presente. Accanto a lui, le due autrici hanno regalato ulteriori sfumature all’incontro. Il lavoro di Marina Sceffer (Nido Sicuro) ha offerto un vero e proprio viaggio nei ricordi, in particolare per un ex alunno presente tra il pubblico: «Per me è stata una forte emozione, perché Marina è stata la mia maestra d’asilo e ascoltarla mi ha rievocato innumerevoli ricordi». Grandi applausi anche per la giovanissima Krystal Parravicini (Un mistero a Vercela), della quale lo spettatore ha lodato «l’ammirabile coraggio e la passione che ripone nell’inventare, scrivere e mettersi in gioco, considerata la giovane età».
Un appuntamento intimo ma dal grandissimo valore culturale, che grazie alla spinta delle istituzioni locali e alla passione dei suoi protagonisti conferma quanto il territorio abbia ancora da raccontare e condividere.