Galliate: «1.700 cittadini senza medico di famiglia»

Il pensionamento di un medico di famiglia che seguiva circa 1.700 pazienti sta creando preoccupazione a Galliate.

Galliate, 1.700 cittadini senza medico di famiglia

Molti cittadini, tra i quali numerosi anziani, si trovano senza un’alternativa immediata in città e potrebbero essere costretti a rivolgersi a professionisti con ambulatori a Cameri o Trecate.

Sulla vicenda è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Cosimo Bifano, segretario del Psi, che attraverso la propria pagina social nei giorni scorsi ha sollecitato una risposta delle istituzioni.

«Sembra assurdo – ha esordito – che nel 2026 non si possa programmare l’uscita dal lavoro di un medico di famiglia».

Bifano ha sottolineato il rapporto di fiducia che si crea nel tempo tra il medico e i suoi assistiti e le difficoltà determinate dall’assenza di una soluzione immediata.

«I medici di famiglia sono la storia della salute di ogni paziente e quindi si è creato un vuoto a cui tutte le Istituzioni devono dare una risposta immediata. Ci risulta che sia stato fatto dall’Asl un bando andato deserto. Ci chiediamo come mai sia stato fatto a ridosso del pensionamento della dottoressa? Non era programmato il pensionamento di diritto della dottoressa? Eppure a Galliate abbiamo un centro medico di cui i cittadini si sono accollati le spese e ci chiediamo se è possibile che nessun medico di famiglia non ne era a conoscenza».

Il presidente del Consiglio comunale ha quindi chiesto un intervento del sindaco presso l’Asl: «Ci sembra impossibile che in cittadino di 80 anni debba andare a Cameri o a Trecate. Come può succedere questo nell’era dell’informatica dove tutto si sa in un click? Chiediamo pertanto alle istituzioni a partire dal Sindaco di intervenire presso Asl per risolvere questo problema per tranquillizzare i cittadini che si sentono abbandonati. La Sanità è un bene primario e ancora di più quando parliamo di persone anziane».

Bressi: «Serve regia politica»

Sul caso è intervenuto pubblicamente tramite social anche Paolo Bressi, consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d’Italia a Galliate, che condivide la preoccupazione dei cittadini ma attribuisce all’Amministrazione la responsabilità di non aver affrontato per tempo il problema.

«L’uscita di un medico di base non è mai un fulmine a ciel sereno, segue dinamiche e procedure note. L’ASL applica le procedure e i bandi previsti dalla legge, che seguono iter rigidi a livello regionale e nazionale. Scaricare la colpa sui bandi o sul “mondo egoistico” è una comoda scorciatoia per coprire la propria impreparazione», sostiene Bressi.

Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia, davanti alla carenza di medici il Comune avrebbe dovuto lavorare con anticipo insieme all’Asl e ai professionisti, mettendo a disposizione incentivi, supporto logistico e condizioni capaci di rendere più attrattivo il Centro medico di Galliate.

Bressi parla inoltre di una «maggioranza in cortocircuito», facendo riferimento all’intervento dello stesso Bifano, e chiede al sindaco e all’assessore competente di aprire immediatamente un tavolo con la direzione dell’Asl per individuare soluzioni d’emergenza e garantire la continuità assistenziale in città.