Essere trevigliese di nascita o risiederci da almeno 40 anni e comprendere e parlare il dialetto. Sono questi gli stringenti requisiti per poter ambire al “Premio Pro Loco”, un riconoscimento che “ritorna” a Treviglio dopo 23 anni di assenza.
Il premio Pro Loco
L’ultima volta il Premio Pro Loco fu assegnato a Damiano Bussini nel 2003. Dopodiché venne di fatto soppiantato dal “San Martino d’Oro” e dal “Premio Madonna delle Lacrime”, benemerenze che l’Amministrazione comunale assegna ogni anno il 28 febbraio, giorno della festa patronale.
“La nostra cerimonia si terrà invece nella mattinata dell’8 dicembre 2026, nell’auditorium della Bcc – ha sottolineato ieri, lunedì 26 ottobre 2026, il presidente della Pro loco Stefano Cerea, durante la conferenza stampa di presentazione, alla presenza di Giorgio Zordan, Armando Ambivero e Alessandra Riva – Il premio non avrà le stesse motivazioni di quello che veniva assegnato all’epoca. La nostra intenzione è quella di dare un riconoscimento al trevigliese dell’anno. Una persona che non ha compiuto imprese particolari, ma che è inserito nella comunità e rappresenta la trevigliesità solo per il fatto di esserci. La classica persona che quando la vedi capisci di essere a Treviglio”.
Insomma, il candidato al premio dovrà sprizzare trevigliesità da tutti i pori. Dovrà quindi essere nato in città oppure deve viverci da almeno 40 anni. E soprattutto deve parlare e capire la lingua locale. La possibilità di presentare la propria segnalazione è giù aperta. Per farlo ci si può recare nella sede della Pro Loco di piazza Cameroni negli orari di apertura, oppure scrivendo una mail a info@prolocotreviglio.it. Una giuria, composta da 5 soci della Pro Loco, sceglierà poi il vincitore. “Non verrà valutato il numero di voti ricevuti, ma il grado di ‘trevigliesità’ del candidato”, ha precisato Stefano Cerea. Il vincitore riceverà un’opera artistica in vetro realizzata dal maestro Giuliano Gaigher.
Presepe di Comunità
A margine della presentazione del Premio Pro Loco, Stefano Cerea ha anche annunciato che quest’anno verrà rinnovato l’iniziativa del Presepe di Comunità. Scuole, uffici, aziende, oratori e tutti gli enti, sono invitati a realizzare una natività. Ognuno dei partecipanti, in una cerimonia che si terrà il 9 gennaio 2027 nell’auditorium della Bcc, riceverà in premio un’opera realizzata dall’artista Battista Mombrini.
Un nuovo libro sulle santelle
La conferenza stampa sulla presentazione del Premio Pro Loco è stata anche l’occasione per annunciare una nuova pubblicazione, a opera di Pietro Giacomo Villa, sulle santelle di Treviglio, dopo quella dello scorso anno. Nel 2025 il libro aveva come tema la Madonna delle Lacrime. Nella nuova edizione compaiono anche altri santi.
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Pietro Giacomo Villa

La copertina del libro sulle santelle
“Questo lavoro segna il completamento di una ricerca partita negli anni Ottanta, riguardante il ricchissimo patrimonio di immagini sacre esistenti nel territorio trevigliese – ha spiegato Villa – Complessivamente sono 105 le immagini dipinte e i bassorilievi a carattere sacro oggi esistenti nel nostro territorio. Le più antiche risalgono al XVI secolo, mentre ne vengono realizzate di nuove ancora oggi”.
Pietro Giacomo Villa ha raccolto una grande mole di immagini visitando cortili e cascine, chiedendo notizie ai loro abitanti e spulciando archivi e libri. La Pro Loco ha voluto con queste pubblicazioni aiutare tutti, trevigliesi e non, a valorizzare la ricchezza di arte e di fede presente in città. La presentazione del libro si terrà sabato 7 novembre, alle 10.30, nell’auditorium della Bcc.
