Il presidente Enrico Allasia: “Incontro a tutto campo, dalla crisi idrica alla risicoltura, dalla sostenibilità all’accesso al credito”. Rinnovati gli organi di Agripiemonteform
Confagricoltura Piemonte
La capacità dell’agricoltura piemontese di affrontare un contesto sempre più complesso, senza rinunciare a investire, innovare e creare valore, è stata al centro dell’assemblea di Confagricoltura Piemonte, che si è svolta ieri alla Tenuta Cerello di Chivasso. L’appuntamento ha affiancato agli adempimenti statutari un momento di approfondimento sui principali temi che interessano le imprese agricole.
Aprendo i lavori, il presidente Enrico Allasia ha tracciato un quadro della situazione del settore agricolo regionale, caratterizzato da criticità sempre più evidenti, ma anche da importanti opportunità di sviluppo. “Le imprese agricole piemontesi – ha sottolineato Allasia – stanno affrontando una fase particolarmente impegnativa. Ai problemi di mercato si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico, che impongono nuovi modelli di gestione delle produzioni e dell’acqua. I nostri imprenditori continuano a investire, a difendere la qualità delle produzioni e la redditività delle aziende, ma hanno bisogno di politiche lungimiranti che accompagnino questo percorso”.
Tra i temi centrali dell’intervento, la crescente emergenza idrica. Allasia ha ribadito la necessità di accelerare gli investimenti nella realizzazione di nuovi invasi, nella manutenzione e nell’ammodernamento della rete irrigua e in tutte quelle infrastrutture indispensabili per garantire disponibilità d’acqua alle imprese agricole.
Su questi temi si è innestato l’intervento di Vittorio Viora, presidente di ANBI Piemonte, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare il sistema irriguo regionale e di proseguire nell’azione sindacale e istituzionale affinché la disciplina del Deflusso Ecologico trovi un’applicazione capace di contemperare la tutela degli ecosistemi con le esigenze produttive dell’agricoltura, evitando penalizzazioni per le imprese.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla situazione della risicoltura italiana con l’intervento della presidente dell’Ente Nazionale Risi, Natalia Bobba, che ha illustrato le difficoltà del comparto, caratterizzato dal persistente calo dei prezzi del risone, ma anche le iniziative in corso per rafforzarne la competitività. Tra le priorità indicate figurano la promozione del riso italiano, la revisione del sistema dei dazi, la modifica degli aiuti accoppiati e la costruzione di strumenti che favoriscano una maggiore programmazione tra produzione e industria. Bobba ha inoltre richiamato l’importanza di mantenere compatta l’intera filiera, condizione essenziale per affrontare le sfide dei mercati internazionali.
Un tema di grande attualità è stato affrontato da Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, che ha presentato il progetto AGRIESG, sviluppato con l’Università di Torino. Lo strumento consente di misurare la sostenibilità delle imprese agricole secondo parametri costruiti sulle caratteristiche del settore primario, favorendo un accesso al credito più aderente alla realtà agricola e valorizzando gli investimenti in sostenibilità ambientale, sociale e gestionale.
Nel corso dell’assemblea è stata inoltre firmata e illustrata la convenzione tra Banco BPM e Confagricoltura, destinata a offrire nuove opportunità finanziarie alle aziende agricole associate.
L’assemblea ha infine rinnovato gli organi di Agripiemonteform, l’agenzia formativa promossa da Confagricoltura Piemonte. Alla presidenza è stata eletta Cristina Donalisio, vicepresidente vicaria di Confagricoltura Torino. Alessandro Sconfienza, presidente di Anga Piemonte, l’associazione giovanile di Confagricoltura, è stata invece chiamato alla vicepresidenza, mentre l’incarico di direttore è stato affidato a Marco Boggetti.
“La formazione rappresenta uno strumento strategico per accompagnare l’evoluzione delle imprese agricole – ha concluso Allasia – e le sfide che attendono il settore, dalla transizione ecologica alla digitalizzazione, dall’accesso al credito alla gestione del rischio climatico, richiedono imprenditori sempre più preparati e organizzazioni capaci di offrire competenze, servizi e rappresentanza”.
