Blocco dei ristorni: il Movimento 5 Stelle attacca

Blocco dei ristorni in Canton Ticino: il Movimento 5 Stelle di Como attacca Regione Lombardia.

La decisione al centro del dibattito

Il Movimento 5 Stelle interviene sul caso che sta facendo discutere. “La decisione di trattenere oltre 50 milioni di franchi è il fallimento del centrodestra lombardo nella tutela dei lavoratori – puntualizza un comunicato del Movimento 5 Stelle –  La decisione unanime del Consiglio di Stato del Canton Ticino di sospendere in via cautelativa il 46% del versamento complessivo dei ristorni fiscali dei frontalieri (congelando oltre 50 milioni di franchi destinati esclusivamente alla Lombardia) segna un punto di rottura drammatico per le comunità di confine. Un duro colpo che arriva in coincidenza con i colloqui bilaterali a Roma tra la consigliera federale Karin Keller-Sutter e il ministro Giancarlo Giorgetti, lasciando i Comuni della fascia di confine nell’incertezza economica”.

Le parole della coordinatrice provinciale

Al riguardo,  Silvia Alberici, coordinatrice provinciale del Movimento 5 Stelle ha molto da esternare.”La decisione del Canton Ticino di trattenere cautelativamente i ristorni destinati alla Lombardia è la certificazione del totale fallimento politico del centrodestra regionale e nazionale. Parliamo di oltre 50 milioni di franchi che rischiano di venire sottratti alle casse dei nostri Comuni, risorse vitali per i servizi essenziali dei cittadini e dei territori delle province di Como e Varese. Questo braccio di ferro istituzionale è la conseguenza diretta della miopia politica di chi governa Palazzo Lombardia”.

Tassa discriminatoria

“Il Movimento 5 Stelle, anche in sede regionale, si è battuto per eliminare una tassa discriminatoria e penalizzante per i lavoratori. Introdurre un prelievo forzoso sulle spalle dei “vecchi frontalieri” è stato un errore madornale: non solo si va a colpire chi lavora duramente ogni giorno affrontando sacrifici immensi, ma si è fornito al Ticino il pretesto giuridico perfetto per bloccare i ristorni, parlando di violazione degli accordi internazionali contro le doppie imposizioni. Il Governo di centrodestra in Regione Lombardia non si è opposto a questa misura ingiusta, dimostrando un’assoluta incapacità di valutarne gli effetti collaterali e i rischi diplomatici. Mentre la Regione Piemonte ha saggiamente deciso di fare un passo indietro per evitare lo scontro, la Lombardia ha tirato dritto, provocando la ritorsione di Bellinzona che oggi colpisce solo ed esclusivamente il nostro territorio. E’ imbarazzante vedere come la Lega e i suoi alleati, che a parole si dicono paladini dei territori, si rivelino nei fatti i principali responsabili del loro impoverimento e dell’isolamento istituzionale”.