La discussione era cominciata il giorno prima, per una questione apparentemente banale: il modo in cui venivano lasciati i rifiuti domestici. La sera dell’11 agosto, però, quel litigio è sfociato in un’aggressione violenta, con mazze da cricket, bastoni, bottiglie di vetro e martelli. È successo in via Santuario dell’Olmo, a Verdellino, dove diverse persone sono rimaste ferite, tra cui un ragazzo di 16 anni, colpito alla testa e ricoverato in gravi condizioni in ospedale a Bergamo.
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Per quell’aggressione i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno eseguito quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Bergamo su richiesta della Procura. I quattro sono indagati, insieme ad altre due persone, per lesioni personali aggravate, minaccia aggravata e porto in luogo pubblico di oggetti atti a offendere.
Le indagini sono state condotte dalla Tenenza di Zingonia, con il supporto della Sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile di Treviglio. Per ricostruire quanto accaduto, i militari hanno analizzato alcuni video girati da cittadini presenti sul posto, ascoltato numerosi testimoni e svolto individuazioni fotografiche. Gli elementi raccolti hanno permesso, secondo gli investigatori, di ricostruire la dinamica dell’aggressione e di attribuire ai singoli indagati le diverse condotte.
Nel gruppo coinvolto c’era anche uno degli aggressori, rimasto ferito durante lo scontro e successivamente denunciato a piede libero. Le indagini hanno portato il giudice a riconoscere gravi indizi di colpevolezza e la necessità della misura cautelare, anche in relazione al pericolo di fuga.
I primi tre arresti sono arrivati il 23 agosto, tra Verdellino e Romano di Lombardia. Si tratta di due disoccupati di 27 e 23 anni, entrambi incensurati, e di un operaio di una ditta di pulizie di 28 anni, con precedenti di polizia per rapina. Il quarto indagato, un autotrasportatore di 31 anni con precedenti per violenza privata e danneggiamento, è stato invece rintracciato il 31 agosto, al termine delle ricerche.
Tutti e quattro, concluse le formalità, sono stati portati nella Casa circondariale di Bergamo. All’appello, però, mancano ancora due persone coinvolte nell’inchiesta, che risultano irreperibili e sono ricercate.
