A Reggio Emilia nasce il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto”

Il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” di Reggio Emilia è realtà.

A Reggio nasce il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto”

REGGIO EMILIA – Si è infatti concluso l’iter avviato dalla Regione Emilia-Romagna per l’istituzione della nuova area protetta, una grande infrastruttura verde di 5.189 ettari all’interno del tessuto urbano, che connetterà la città alla campagna con il rafforzamento del torrente Rodano come corridoio ecologico tra la collina reggiana e la pianura, con il suo sistema idraulico e di bonifica.

Dove si estende

Il Paesaggio naturale, che sarà gestito dall’Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Centrale, si estende a sud est di Reggio, tra il Mauriziano, antica dimora di Ludovico Ariosto, la zona delle Acque chiare e l’oasi di Marmirolo, il quartiere Venezia, il Parco dell’Acqua di Bazzarola fino al Campovolo. Un’area che riveste un ruolo strategico per la qualità urbana e il benessere dei cittadini, da oltre trent’anni al centro di studi e progetti volti alla tutela delle sue caratteristiche naturali, paesaggistiche, agronomiche e storico-culturali.

Percorso partecipativo

L’istituzione del paesaggio protetto – nata da un accordo per la valorizzazione dei rii del Mauriziano tra il Comune di Reggio Emilia, l’Ente Parchi Emilia Centrale, il Consorzio di Bonifica dell’Emilia centrale e l’associazione Il Gabbiano – è il risultato di un percorso partecipativo che ha coinvolto cittadini, consulte, associazioni e imprenditori agricoli della zona, e rappresenta un passo fondamentale per la tutela e la valorizzazione dell’identità e del patrimonio culturale, storico e paesaggistico dell’area.

Si aggiunge

Il Paesaggio naturale e seminaturale protetto “Terre e acque dell’Ariosto” si aggiunge agli altri sei paesaggi protetti già istituiti dalla Regione Emilia-Romagna: Fiume Savio (Fc), Colli del Nure (Pc), Collina Reggiana – Terre di Matilde (Re), Colline di San Luca (Bo), Centuriazione romana (Ra) e Torrente Conca (Rn). “Con questo provvedimento – sottolinea l’assessora Gessica Allegni – continuiamo ad ampliare il sistema delle aree protette dell’Emilia-Romagna attraverso uno strumento che nasce dalla collaborazione con i territori e mette al centro la valorizzazione del paesaggio. E allo stesso tempo contribuiamo agli obiettivi della Strategia europea per la biodiversità 2030, che riconosce nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi una leva fondamentale per affrontare le sfide climatiche e ambientali.

Patrimonio

Parliamo di un’area nella quale ambiente naturale, attività agricole, corsi d’acqua, beni storici e culturali costituiscono un patrimonio unitario che merita di essere riconosciuto e sostenuto. La tutela della biodiversità passa anche dalla capacità di preservare questi equilibri e di accompagnare lo sviluppo dei territori con una visione condivisa e partecipata. È importante ricordare che questo riconoscimento non introduce nuovi vincoli, ma offre agli enti locali e alle comunità uno strumento per programmare interventi di conservazione, valorizzazione e fruizione sostenibile unitari e coerenti”.