Una quarantina di ex dipendenti della “Prandoni”, azienda che sino alla metà degli anni ’80 in viale Monte Grappa a Treviglio produceva radio e televisori, si sono ritrovati per un pranzo conviviale ricordando i bei “vecchi tempi”. L’ultimo di una serie, a quarant’anni di distanza dalla chiusura definitiva dei cancelli della fabbrica che, ai tempi, contava su decine e decine tra operai e impiegati.
Con la “Prandoni” nel cuore il ritrovo degli ex dipendenti
Sono trascorsi 40 anni ormai da quando i cancelli della grande ditta di viale Monte Grappa a Treviglio, la “Prandoni” specializzata nella produzione di radio e televisori, hanno chiuso definitivamente. Ma il ricordo di quel posto di lavoro, dei suoi ritmi e delle persone che ne hanno fatto la fortuna è ancora vivido nei cuori di chi ci ha lavorato. Non è un caso, quindi, che a distanza di tanti anni una quarantina di ex dipendenti della ditta abbia avuto ancora il piacere di ritrovarsi per un pranzo conviviale, nel ricordo dei colleghi mancati lungo questi quattro decadi e con la voglia di rivangare il passato e ricordare i bei tempi che, ormai, sono passati. Oggi dove sorgeva la “Prandoni” c’è da tempo un centro commerciale della città proprio lì dove impiegati a operai costruivano la fortuna della ditta di televisori che (quasi) ogni trevigliese a cavallo tra gli anni ’60, ’70 e ’80 aveva in casa. Impiegati negli uffici, magazzinieri, attrezzisti e operai e operaie della catena di montaggio delle schede a transistor che erano il “cuore” di radio e televisioni. Quelle che ancora avevo il tubo catodico e un ingombro “importante” rispetto alle televisioni “slim” di oggi.
Il pranzo in trattoria a Badalasco
La location scelta dagli ex dipendenti “Prandoni” per ritrovarsi, giovedì 22 ottobre, è stata la trattoria e pizzeria “Primavera” di Badalasco. In tanti hanno risposto alla locandina social di “convocazione” all’appuntamento fatta realizzare da Anita Abate, che ai tempi lavorava nel reparto meccanica dell’azienda, con la complicità della figlia.
“Sono trascorsi ormai 40 anni dalla chiusura della Prandoni, ma anche questa volta siamo riusciti a ritrovarci in un buon numero, una quarantina di persone al pranzo conviviale che è stato organizzato. Saremmo stati qualcuno in più, ma c’è stato qualche forfait per via dell’influenza – ha raccontato la ex dipendente -. Tra chi non ha voluto mancare all’appuntamento c’era anche un collega che ha lavorato in Prandoni negli anni ’60 ed è arrivato a Badalasco da San Pellegrino. Il pranzo è un’occasione di rivedere vecchi colleghi di lavoro, ricordare quei tempi e tornare indietro con la memoria anche a quei colleghi che, purtroppo, non ci sono più. La prima volta che ci siamo ritrovati, ormai diversi anni fa, avevamo pranzato al primo piano del Centro commerciale Pellicano, quando c’era ancora una mensa. La penultima volta, invece, siamo stati alla “Cascina Reina” di Caravaggio. Se ci riusciamo ci troviamo una volta all’anno”.
Il calvenzanese Franco Ferla e l’impianto in miniatura da lui costruito anni fa che riproduce il lavoro nella catena di montaggio schede alla ditta di radio e televisori “Prandoni” di Treviglio
Tra i partecipanti al pranzo conviviale non poteva mancare Franco Ferla di Calvenzano, maestro del lavoro, che iniziò la sua carriera lavorativa a 15 anni come attrezzista proprio alla “Dario Prandoni” di Treviglio prima di passare, ultimati gli studi serali, alla “Same” trattori come meccanico manutentore. Ferla è conosciuto in tutta Italia, e non solo, per la sua passione di costruire impianti in miniatura, perfettamente funzionanti e carichi di dettagli, utilizzando materiale di scarto recuperato nelle discariche insieme a componenti acquistati in internet. E la sua collezione di impianti in miniatura non poteva che iniziare dalla prima macchina per l’assemblaggio delle schede elettroniche con taglio dei componenti che aveva visto da giovanissimo nella linea di produzione della ditta Prandoni.
“A tavola durante il ritrovo di giovedì scorso è emersa la volontà di diversi ex colleghi – ha concluso Anita Abate – di organizzare una giornata e andare a trovare Franco per poter ammirare sia la storica linea di montaggio della Prandoni che i suoi impianti in miniatura che alcuni di noi già conoscono”.