Folla e commozione ai funerali di Angelo Morlacchi: “Sei stato un dono”

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Folla e commozione ai funerali di Angelo Morlacchi, storico e amato alpino di San Vittore Olona.

Folla e commozione ai funerali di Angelo Morlacchi

Folla e commozione ai funerali di Angelo Morlacchi, storico e amato alpino di San Vittore Olona. Da 33 anni facente parte del Gruppo alpini San Vittore Olona, Morlacchi aveva 53 e per 9 ne era stato anche capogruppo. Nella sua vita associativa aveva fatto parte anche della Protezione civile delle penne nere, della Squadra di intervento alpino e della squadra di Servizio d’ordine. Nel pomeriggio di oggi, martedì 27 ottobre 2026, l’ultimo saluto nella chiesa parrocchiale sanvittorese: presenti cittadini, associazioni, gruppi delle penne nere da tutto l’Altomilanese e non solo, cori delle penne nere, il capogruppo Franco Maggioni e i dirigenti dell’Ana (Associazione nazionale alpini), il sindaco Marco Zerboni, il comandante della Polizia Locale Ermanno Taeggi e quello dei Carabinieri di Cerro Maggiore Antonino Lisciandro. Un folla che ha riempito l’intera chiesa. A celebrare la funzione è stato don Erasmo Rebecchi, parroco di Cerro Maggiore e anch’esso alpino. A piangere Morlacchi anche la comunità di Arconate, dove risiede la compagna.

Il ricordo del parroco

“Quella di Angelo è una grossa perdita per la famiglia, per gli alpini, per la comunità – ha ricordato don Erasmo durante l’omelia – Angelo ha vissuto la sua vita all’insegna della generosità e della fede. E’ stato non solo un figlio di Dio, ma lo spirito di Dio l’ha condotto, guidato e plasmato. Sempre gentile, disponibile, al servizio, capace di prendere responsabilità con pazienza e sempre col sorriso. Anche la malattia l’ha vissuta con speranza e fiducia. Ora Angelo sta sperimentando la gioia di Dio, è davanti al Signore”. E ancora: “Animo umile, mite, hai vissuto la beatitudine che hai trasmesso a chi ha incontrato. Anima bella, come il suo nome. Sei stato presenza, testimone del Signore Gesù in mezzo a noi, con la tua semplicità, genuinità ed energia. Sei stato un Angelo venuto in questo mondo e poi tornato al Padre”.

Il ricordo del capogruppo

“Poche volte la chiesa parrocchiale, per un funerale, è stata così piena – ha ricordato il capogruppo Franco Maggioni – Ognuno di noi l’ha conosciuto, amato e apprezzato per quello che ha saputo fare nella sua purtroppo troppo breve vita. La scomparsa di Angelo costituisce una perdita insostituibile non solo per il nostro gruppo, per la sezione di Milano, per tutta l’Ana ma per tutta la nostra comunità sanvittorese. Perchè l’impegno che lui ha profuso in tutta la sua vita – iniziata con l’oratorio, la Parrocchia – è sempre stato finalizzato a quello che era giusto fare. E farlo bene. Bisognava fare bella figura e con l’obiettivo che era sempre il bene della nostra comunità. So che quando l’organizzazione di qualcosa era affidata ad Angelo, potevamo stare sicuri che tutto sarebbe andato bene, tanta era la sua dedizione – quasi un ossessione – affinchè tutto filasse liscio, tutto sempre nel rispetto dei regolamenti e delle procedure. Tanto che Angelo era stato nominato come Cerimoniere ufficiale delle manifestazioni nel nostro paese. In questi 33 anni in cui ho conosciuto Angelo, con lui ho condiviso tanto: anche dei momenti oltre la vita alpina, come le vacanze e le escursioni in montagna; in tutto questo tempo una cosa era sicura: che se era lui ad occuparsi di una cosa, non ti dovevi preoccupare di nulla”.
E Maggioni ha aggiunto: “In questi giorni abbiamo sentito i ricordi di tanti persone, la parola che ho sentito più spesso è stata: “Buono”. Sì, perchè l’Angelo era buono. Era una persona buona. Che si è sempre prodigata per gli altri, sia materialmente che con l’esempio che dava. E questo l’ha portato agli occhi di tutti a essere riconosciuto come una brava persona, grande amico, grande alpino e cittadino esemplare. Nella malattia è stato un guerriero, ha sempre pensato a iniziative da fare, sempre con il cappello in testa: quel cappello alpino che, in camera di ospedale, c’era sempre. Era la prima cosa che si vedeva”. E Maggioni ha concluso: “Non ci resta che ringraziare il cielo per l’amicizia che ci ha dato, per il tempo che abbiamo avuto a disposizione da trascorrere con lui, e chiediamo al Signore delle Cime di lasciarlo andare nelle sue montagne con tutti gli amici che ci hanno preceduto”.

Il ricordo del sindaco

“Conosco lo spirito che muove gli alpini, è quello che ha mosso Angelo all’interno della nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Marco Zerboni – Angelo è stato un dono prezioso per noi e per il nostro paese e quanto ha fatto glielo riconosciamo. Da sindaco posso dire che sarà ricordato come un dono prezioso che il Signore ci ha donato. Andando a trovare la mamma, le ho detto: “Angelo era proprio una brava persona. Come mamma, deve essere orgogliosa di aver cresciuto un ragazzo così”.