Nuovo auditorium, Io Partecipo: “Si doveva ringraziare l’ex sindaco”

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Nuovo auditorium di San Vittore Olona, interviene la lista di minoranza Io Partecipo: “Si doveva ringraziare l’ex sindaco”.

Nuovo auditorium, interviene Io Partecipo

Sabato 24 ottobre 2026 si è svolta, come noto, l’inaugurazione del nuovo auditorium comunale di San Vittore Olona. Una cerimonia che ha sancito il via alla vita della struttura, realizzata in via 24 Maggio. Ora interviene la lista di minoranza Io Partecipo (che faceva parte dell’ex Giunta comunale) che ricorda come l’opera sia stata avviata dall’ex Amministrazione comunale guidata dall’allora sindaco Daniela Rossi.

“Bisognava ringraziare l’ex sindaco”

Daniela Colombo, capogruppo di Io Partecipo, così interviene dopo il taglio del nastro:

“Quando si inaugura un’opera destinata alla comunità è sempre una bella notizia. Oggi San Vittore Olona ha finalmente inaugurato il suo nuovo auditorium, un’opera importante per il paese e per
il suo futuro culturale e sociale. Proprio per questo, tuttavia, quanto accaduto oggi ha un risvolto non solo istituzionale ma soprattutto umano che lascia l’amaro in bocca e che non può passare inosservato e rimanere sottotraccia: il silenzio assoluto del sindaco nei confronti dell’Amministrazione comunale che lo ha
preceduto e che quell’opera l’ha fortemente voluta, progettata e finanziata. Non si tratta di pretendere riconoscimenti o medaglie, si tratta di qualcosa di molto più semplice e, al tempo stesso, molto più importante: il rispetto per la verità dei fatti e per il lavoro delle
istituzioni. Le opere pubbliche non nascono con una cerimonia inaugurale, né diventano realtà per effetto di un taglio del nastro. Sono il risultato di visioni, scelte politiche, decisioni, progettualità, impegno amministrativo e risorse individuate e destinate a uno scopo preciso. Chi oggi raccoglie i frutti di quel lavoro ha certamente il diritto di inaugurare l’opera e di metterla a disposizione dei cittadini, non ha, però, il diritto morale di comportarsi come se il percorso che l’ha resa possibile non avesse
una storia e dei protagonisti precedenti. Nessuno pretende che un sindaco rinunci a valorizzare un risultato che ha contribuito a realizzare nell’ultima frazione della staffetta amministrativa, anche se obtorto collo, nessuno lo nega. Riconosciamo infatti a Zerboni il merito di aver ultimato l’auditorium nonostante lo abbia continuamente ed accanitamente criticato e osteggiato per cinque anni, quando stava all’opposizione col suo vicesindaco Salmoiraghi, adducendo lo spreco sconsiderato di soldi pubblici. Per il sindaco e il suo vice un’opera costata sicuramente tanto al Comune, ma che resta proprietà dei sanvittoresi e resterà – almeno speriamo – nella loro disponibilità, è stata uno spreco di denaro pubblico, salvo poi arrogarsene il totale merito oggi. Il partenariato degli impianti
sportivi Malerba e via Roma che ad oggi non sono più proprietà del Comune e per i quali il comune paga un affitto (140mila euro di canone annuo per 20 anni con possibilità di riscatto al termine del
periodo versando altri soldi, quindi canoni che al momento sono a fondo perso…) per il sindaco e il suo vice è stata invece un’operazione oculata, prudente e rispondente alla logica del buon padre di famiglia. Giudicate voi… Proprio chi rappresenta le istituzioni dovrebbe sapere che la correttezza istituzionale viene prima della convenienza politica. Riconoscere il merito di chi ha preceduto non sminuisce chi inaugura: ne dimostra la statura (anche se qui purtroppo Biancaneve aumenterebbe di parecchio la sua famigliola allargata…). Dimenticare – o fingere di farlo – non cancella ciò che è stato fatto, ma racconta qualcosa dello spessore civico e istituzionale di chi sceglie deliberatamente e con una certa carenza di buona fede di non ricordarlo. Sarebbe bastata una frase, un ringraziamento, un riconoscimento doveroso all’ex sindaca Rossi, che ha fortemente voluto l’auditorium, un invito rivoltole in zona Cesarini a tagliare il nastro insieme a dimostrazione che quando si inaugura qualcosa per la comunità è l’Istituzione Comune che la fa grazie ai soldi di tutti. Non è arrivato neppure quello. E questo, al di là delle appartenenze politiche, è una vera caduta di stile. Abbiamo ingenuamente sperato sino all’ultimo in un sussulto di dignità almeno nel discorso conclusivo del sindaco Zerboni. Per l’ennesima volta siamo rimasti delusi. Peccato, perché oggi avrebbe potuto essere soltanto una giornata di festa per San Vittore Olona. L’auditorium resta un bene della comunità, e di questo siamo sinceramente contenti e orgogliosi di aver avuto una grande parte in tutto questo, consapevoli che la buona amministrazione non si misura soltanto dalla capacità di tagliare nastri, ma soprattutto dalla serietà con cui si riconosce il lavoro delle istituzioni e si rispetta la storia delle opere pubbliche. Ogni opera pubblica che arricchisce il patrimonio collettivo merita di essere accolta con soddisfazione. I nastri si tagliano, le opere restano; la correttezza istituzionale (e la statura umana), invece, o c’è o non c’è”.