Nuova audioguida multilingue al Museo del Violino, debutta “amuseapp” per i percorsi di visita

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Il Museo del Violino di Cremona ha integrato amuseapp, la nuova audioguida accessibile gratuitamente per tutti i visitatori in possesso del biglietto di ingresso. L’applicazione consente di selezionare l’ascolto in italiano e in sette lingue straniere, offrendo anche la scelta del timbro vocale. Il progetto è stato realizzato tramite il sostegno finanziario di Regione Lombardia nell’ambito dell’Avviso Unico Cultura 2025.

Caratteristiche e contenuti

Oltre al percorso base sviluppato lungo le dieci sale espositive della struttura, la piattaforma offre sezioni dedicate all’approfondimento dei singoli strumenti custoditi nello “Scrigno dei Tesori”, della collezione “friends of Stradivari” e dei manufatti premiati al Concorso Triennale Internazionale di Liuteria. La cura del progetto editoriale è stata affidata al conservatore delle Collezioni Riccardo Angeloni, mentre il coordinamento generale è stato gestito dalla segretaria scientifica Paola Carlomagno.

In merito all’iniziativa, la direttrice generale Virginia Villa ha dichiarato:

“Il ruolo sociale di un museo come presenza di servizio e volano di sviluppo costituisce un elemento distintivo della contemporaneità. Emerge, quindi, la necessità di percorsi di mediazione del patrimonio in chiave multidimensionale per favorire la partecipazione e la consapevolezza del suo valore da parte di tutte le comunità di riferimento, attraverso la più ampia accessibilità ai suoi contenuti e alle sue molteplici potenzialità attrattive, spesso ancora inespresse. Per questo, progettando la nuova audioguida, abbiamo immaginato uno strumento moderno e flessibile che interpretasse quanto più possibile le attese dei visitatori, ma sapesse anche porsi in dialogo, offrire scorci e narrazioni inedite. Sarà un presidio fondamentale per scoprire e lasciarsi affascinare dalla bellezza delle collezioni del Museo del Violino”.

Funzionalità tecniche e gestione dei dati d’uso

L’applicazione non richiede dispositivi fisici dedicati e viene utilizzata direttamente dal pubblico tramite smartphone mediante web app e codici QR, sfruttando la rete Wi-Fi gratuita del museo. Il sistema permette di raccogliere dati sul livello di partecipazione e sui tempi di permanenza nelle diverse sezioni, consentendo l’analisi delle preferenze del pubblico.

Il co-fondatore e amministratore delegato di amuseapp Marco Da Rin Zanco ha spiegato:

“Con Amuseapp il visitatore è il vero protagonista: può scegliere il proprio percorso, porre domande, scoprire dettagli o curiosità che in una visita tradizionale resterebbero nascosti. Musei e mostre possono finalmente misurare la comprensione dei contenuti e migliorare quotidianamente il proprio lavoro. Non si tratta di ‘tecnologia per la tecnologia’, ma di comprensione. Il nostro obiettivo è che quando una persona guarda un’opera d’arte, visita una mostra o un luogo di culto possa capire réellement quello che ha visto”.

L’amministratore delegato ha poi aggiunto:

“Allo stesso tempo, portiamo nei musei una metrica che storicamente mancava: la comprensione. Sapere cosa funziona – tra lingue utilizzate, tempi di permanenza e livelli di approfondimento – permette a musei grandi e piccoli di perfezionarsi continuamente, senza snaturare il progetto scientifico”.

Profilo della società sviluppatrice

Nata nel 2024 come spin-off dell’agenzia veneta Larin, la piattaforma amuseapp è stata adottata in oltre 200 istituzioni culturali superando quota 500.000 utenti. La tecnologia permette la gestione di contenuti digitali in 47 lingue. Dopo l’inserimento nel programma CultTech Accelerator, nel 2025 la società ha concluso un round di finanziamento pre-seed da 350.000 euro, a cui si è aggiunto un investimento di 25.000 euro erogato dal Ministero del Turismo. L’azienda ha attivato collaborazioni con strutture culturali presenti in Spagna, Polonia, Irlanda e Brasile.