Holostem tra incertezza e rischio chiusura

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Holostem si trova, ancora una volta, ad affrontare una situazione di profonda incertezza. Nonostante la Call to Action aperta dal Socio Unico, Fondazione Tech e Biomedical, abbia raccolto non solo la manifestazione di interesse, ma anche un’offerta vincolante, da parte di un’azienda leader nel settore delle terapie avanzate per malattie rare, il futuro della realtà modenese rimane appeso a un filo. Lo sostiene Cgil Modena in una nota

Holostem tra incertezza e rischio chiusura

MODENA – Nel luglio 2026 Holostem ha intrapreso un percorso di liquidazione, il cui obiettivo dichiarato era la valorizzazione e il rilancio dell’azienda. Questo processo ha visto l’apertura della Call to Action, conclusasi lo scorso 15 ottobre, con il ricevimento di un’offerta vincolante da parte di un soggetto idoneo e con tutti i requisiti necessari per rilanciare l’azienda e i suoi prodotti, conservando il patrimonio intellettuale e umano presente nel sito di Modena.

Alcun riscontro

Nonostante le intenzioni manifestate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy per ricercare una soluzione positiva della liquidazione – continua il sindacato –  i lavoratori non stanno ricevendo dal Socio alcun riscontro in merito alla valutazione dell’offerta ricevuta e alcuna garanzia sulla continuità aziendale.

Situazione critica

Ad oggi la situazione rimane particolarmente critica: non è stato infatti ancora confermato il mandato di liquidazione in continuità, la cui scadenza, ormai imminente, è prevista per il 30 ottobre. Si aggiunge – prosegue la Cgil Modena –  la mancata disponibilità dei fondi richiesti dall’azienda, in più occasioni, per garantire il mantenimento dell’operatività aziendale e la disponibilità del prodotto commerciale sul mercato. Infine, aspetto ancora più preoccupante, non risultano disponibili le risorse necessarie per il pagamento degli stipendi delle lavoratrici e dei lavoratori relativi al mese di ottobre.

Dopo mesi trascorsi a cercare una soluzione che permettesse di salvaguardare l’azienda – fiore all’occhiello della medicina rigenerativa – e i circa 50 lavoratori coinvolti, le prospettive restano più che mai incerte conclude il sindacato.