Casa intelligente, casa più sicura: come proteggere i dispositivi connessi e i dati personali

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Di solito si comincia con un televisore. Poi arrivano una telecamera di sicurezza, magari un termostato intelligente e un paio di prese che si possono accendere da remoto. Qualche anno dopo, in casa ci sono più dispositivi collegati al Wi-Fi di quanti si ricordi di aver comprato.

Per la maggior parte del tempo, nessuno ci fa più caso. La telecamera invia una notifica quando qualcuno si avvicina alla porta d’ingresso, il televisore ricorda i servizi di streaming preferiti e il riscaldamento si può accendere prima di tornare a casa.

Il punto è che questi dispositivi non smettono di funzionare quando non li utilizziamo. Restano collegati a Internet e alcuni continuano a scambiare informazioni con le aziende che li producono. Vale la pena sapere almeno un po’ che cosa fanno, soprattutto quando si tratta di telecamere e microfoni.

Il router a cui nessuno pensa

Provate a chiedere a qualcuno quando ha controllato per l’ultima volta le impostazioni del router. Probabilmente non saprà cosa rispondere. È stato installato quando è stato attivato il contratto Internet e, a parte qualche riavvio occasionale, nessuno l’ha più toccato. È una situazione piuttosto comune. Peccato che il router sia anche il dispositivo che collega tutti gli apparecchi smart della casa al mondo esterno.

Se la password di amministrazione è ancora quella fornita insieme all’apparecchio, cambiatela. Controllate anche le impostazioni di sicurezza del Wi-Fi. Gli standard da cercare sono WPA2-AES e WPA3, supportati da quasi tutti i router relativamente recenti. Già che ci siete, verificate se il router installa automaticamente gli aggiornamenti. In caso contrario, il vostro operatore potrebbe fornire le istruzioni per controllarli manualmente.

Esistono anche altri modi per migliorare la privacy online. Una VPN, per esempio, crittografa il traffico Internet tra un dispositivo compatibile e un server VPN, offrendo una protezione particolarmente utile quando ci si collega a reti Wi-Fi poco conosciute. Chi vuole saperne di più può visitare il sito ufficiale di ExpressVPN per capire come funziona questa tecnologia. Attenzione, però, a non considerare una VPN la soluzione a ogni problema di sicurezza. Non cambierà la password debole di una telecamera né aggiornerà un vecchio router.

Una rete separata per gli ospiti

Ripensate all’ultima volta in cui qualcuno è venuto a trovarvi e vi ha chiesto la password del Wi-Fi. Probabilmente gliel’avete data senza pensarci troppo. Lo fanno quasi tutti. Non c’è nulla di particolarmente preoccupante, ma non c’è nemmeno motivo per cui il telefono di ogni ospite debba condividere la stessa rete del vostro computer personale e delle telecamere di sicurezza.

Molti router consentono di creare una rete per gli ospiti. Una volta attivata e configurata correttamente, i visitatori possono utilizzare la connessione Internet senza comunicare direttamente con i dispositivi della rete principale. Alcune famiglie fanno un passo in più e collegano anche gli elettrodomestici smart a una rete separata. Può essere utile soprattutto per i dispositivi che non ricevono aggiornamenti regolari, anche se dipende dalle funzionalità del router.

Non tutti, inoltre, utilizzano una connessione a banda larga tradizionale. Abbiamo già approfondito quando una SIM dati può sostituire la linea Internet fissa, una soluzione che può rivelarsi conveniente per alcune famiglie. Il tipo di connessione, però, non cambia la necessità di proteggere i dispositivi che la utilizzano. Che Internet arrivi tramite una linea fissa o un router mobile, le impostazioni di sicurezza restano importanti.

Vi ricordate quella telecamera installata tre anni fa?

Forse l’avete comprata prima di partire per le vacanze. Avete scaricato l’app, creato un account, puntato la telecamera verso la porta d’ingresso e poi vi siete dimenticati. È ancora lì e fa esattamente quello per cui l’avete acquistata. Ma quando avete controllato l’ultima volta se il produttore avesse rilasciato un aggiornamento? La stessa domanda vale per prese intelligenti, televisori, videocitofoni e, in generale, per quasi qualsiasi altro dispositivo collegato a Internet.

Ogni tanto conviene fare qualche verifica. In particolare:

  • Cambiate le password predefinite ed evitate di utilizzare la stessa password per più account.
  • Attivate l’autenticazione a due fattori quando disponibile.
  • Installate gli aggiornamenti sui dispositivi e sulle relative applicazioni.
  • Eliminate gli account associati ad apparecchi che non possedete più.
  • Controllate chi ha ancora accesso ai dispositivi condivisi, soprattutto alle telecamere.

I prodotti più vecchi meritano particolare attenzione. Alcuni produttori smettono di distribuire aggiornamenti di sicurezza dopo qualche anno, anche quando il dispositivo continua a funzionare perfettamente. In questi casi, chiedetevi se sia davvero necessario mantenerlo collegato a Internet. Una vecchia presa intelligente, utilizzata soltanto per accendere una lampada, potrebbe non valere il rischio di tenere online un altro dispositivo potenzialmente vulnerabile.

La vostra casa sa quando siete fuori

I sistemi per la casa intelligente stanno diventando sempre più capaci di riconoscere le abitudini quotidiane. Un termostato può imparare a che ora tornate dal lavoro. Le luci possono essere regolate in base all’ora del giorno. Alcuni elettrodomestici riescono persino a coordinare il proprio funzionamento senza ricevere istruzioni separate.

L’intelligenza artificiale sta portando queste possibilità ancora più in avanti. Build News ha recentemente spiegato come trasformare una smart home in una casa proattiva grazie all’intelligenza artificiale, descrivendo tecnologie in grado di interpretare ciò che accade in casa e di reagire di conseguenza.

I vantaggi sono evidenti. Riscaldare una casa vuota per tutto il pomeriggio ha poco senso se il sistema può aspettare fino a poco prima del rientro di qualcuno. Anche l’illuminazione automatica può risultare comoda per chi trascorre molto tempo all’aperto. Resta il fatto che un dispositivo capace di imparare le vostre abitudini deve raccogliere informazioni su di esse.

Questi dati possono rimanere sul dispositivo oppure essere inviati ai server del produttore. Dipende dal prodotto ed è per questo che conviene controllare le impostazioni sulla privacy prima di attivare tutte le funzioni disponibili. Cercate le opzioni relative alla cronologia delle attività, all’archiviazione nel cloud e alla condivisione dei dati. Alcune possono essere disattivate senza compromettere le funzioni che utilizzate davvero.

Anche la posizione delle telecamere conta

Una telecamera di sicurezza che riprende il vialetto è una cosa. Una telecamera che registra tutto ciò che accade in soggiorno è ben diversa. Le telecamere da interno possono essere utili, soprattutto per controllare gli animali domestici o per tenere d’occhio una casa vuota. Ma non è detto che debbano registrare ventiquattr’ore su ventiquattro.

Alcuni modelli hanno un copriobiettivo fisico. Altri consentono di mettere in pausa la registrazione dall’app. Se la vostra telecamera offre una di queste possibilità, vale la pena utilizzarla quando non è necessario tenere sotto controllo l’ambiente. Gli assistenti vocali sollevano questioni simili. A seconda del servizio e delle impostazioni, possono conservare registrazioni audio o trascrizioni delle richieste. Conviene verificare quali informazioni vengono memorizzate e come eliminarle.

E non dimenticate le persone con cui condividete la casa. Una telecamera può far sentire qualcuno più sicuro, ma mettere a disagio qualcun altro. Meglio parlarne prima di installarla. La sicurezza online è già un tema sentito anche nella comunità locale. Abbiamo raccontato un’iniziativa per mettere in guardia i cittadini sui rischi delle truffe online e del furto di dati personali. I dispositivi connessi rappresentano un motivo in più per prestare attenzione alle informazioni personali. Anche un prodotto che funziona perfettamente può raccogliere più dati di quanto immaginiate.

Leggete le condizioni prima di acquistare

Un videocitofono smart da 50 euro può sembrare un affare, finché non scoprite che, per salvare le registrazioni video, serve un abbonamento mensile. Lo stesso vale per gli altri prodotti collegati. Alcune funzioni sono disponibili soltanto tramite il servizio cloud del produttore. Altre richiedono una piattaforma specifica per la casa intelligente o un account a pagamento.

Meglio verificare questi dettagli prima dell’acquisto, soprattutto se avete già diversi dispositivi di marchi diversi. Un altro aspetto da considerare riguarda gli aggiornamenti di sicurezza. In generale, è preferibile scegliere un’azienda che dichiari chiaramente per quanto tempo continuerà a fornire supporto ai propri prodotti, piuttosto che una che non fornisca alcuna indicazione.

Poi c’è la questione di cosa succede quando manca Internet. Potete ancora controllare il riscaldamento? Le luci funzionano normalmente? La telecamera salva le registrazioni anche senza connessione? Non sono più preoccupazioni insolite. Il mercato italiano della casa intelligente continua a svilupparsi, come emerge da un articolo di Segugio.it dedicato alla crescita del mercato delle smart home in Italia nel 2026. Più prodotti significano più possibilità di scelta, ma anche più aspetti da controllare prima di spendere soldi.

Una preoccupazione in meno

Non serve dedicare un intero fine settimana a controllare tutti i dispositivi connessi in casa. Cominciate dal router. Poi passate alle telecamere e agli apparecchi collegati ad account che contengono informazioni personali. Controllate gli aggiornamenti, cambiate le password dove necessario ed eliminate i dispositivi che non utilizzate più.

Potrebbe bastare mezz’ora. Forse qualcosa in più, se nel corso degli anni avete accumulato parecchi apparecchi. E la prossima volta che acquistate un elettrodomestico intelligente, dedicate cinque minuti in più alle impostazioni durante l’installazione, invece di accettare automaticamente tutto ciò che compare sullo schermo. Di solito è molto più semplice che cercare di ricordare come funziona quell’apparecchio tre anni dopo.