Una piccola folla silenziosa e commossa si è radunata ieri lunedì 26 ottobre, alle 17, nel parcheggio di fronte al centro sportivo di Comun Nuovo (Bergamo), per un ultimo saluto a Rayan Lawaj. Il 14enne di origine marocchina, morto a Ghisalba in un incidente stradale mentre rientrava da Trezzo sull’Adda dagli allenamenti con la Tritium, era nato e cresciuto lì prima di trasferirsi, lo scorso agosto, a Martinengo, sempre in Provincia di Bergamo, come raccontano i colleghi di primatreviglio.it
Il talento della Tritium
Rayan aveva inseguito il suo sogno fino all’ultimo: dopo aver giocato per la squadra di calcio del Comun Nuovo fino all’anno scorso, era approdato alla Tritium, dove si allenava con passione. Ed è proprio sulla strada di casa, al termine di una delle sue sedute di allenamento, che la sua vita si è spezzata.
Amici, ex compagni di scuola e di squadra, genitori, bambini con qualche palloncino bianco. In tantissimi sono arrivati alla spicciolata nel pomeriggio al centro sportivo comunale, dove hanno atteso il carro funebre con la salma di Rayan. Le donne della famiglia, che lo seguivano, sono arrivate in lacrime, strette l’una all’altra. La madre ha abbracciato e baciato più volte la piccola bara bianca del figlio, coperta da una bandiera verde con sopra scritto un versetto del Corano e una foto della Mecca, a cui si è aggiunta la maglia della squadra di calcio del Comun Nuovo.
Le toccanti parole degli amici e della cugina
Alcuni coetanei hanno portato un mazzo di fiori, mentre un’altra ha pronunciato parole d’affetto per l’amico, spentosi troppo presto, a nome di tutti i giovani del paese. Così Rania Arid:
Ciao a tutti, vi ringrazio di essere qui per salutare Rayan un’ultima volta per molti era un fratello, per altri un amico o semplicemente un conoscente. Quello che gli è successo non dovrebbe accadere a nessuno. Era un ragazzo solare, sempre col sorriso e disposto ad aiutare gli altri. In questo momento difficile non ci resta altro che ricordarlo. Rayan è venuto a mancare mentre tornava a casa dopo aver fatto la cosa che amava di più: giocare a calcio. Lui non ha mai smesso di inseguire il suo sogno, quello di diventare calciatore, dal primo fino all’ultimo giorno. E questa è una cosa che dovremmo fare tutti, inseguire i nostri sogni. Purtroppo la vita ci dà e ci toglie, oggi ci siamo, domani chissà… però una cosa è certa: Rayan resterà sempre nei nostri cuori
Un applauso è nato spontaneo, seguito dall’intervento della cugina del 14enne, particolarmente legata a lui.
Buonasera a tutti, sono una cugina molto cara a Rayan, per me era come un fratello. Voglio ringraziare tutti, anche da parte della madre, del padre, dei fratelli e di tutta la famiglia. Sicuramente non lo dimenticheremo, sarà sempre nei nostri cuori, sempre nei nostri pensieri. Quello che è accaduto non lo auguriamo a nessuno ma la vita è questa, è una… Rayan fino alla fine ha provato a inseguire il suo sogno e sono felice per dov’è arrivato, grazie ancora di cuore a tutti.
Un altro applauso e poi i presenti si sono avvicinati piano piano al feretro per rendere l’ultimo omaggio, attoniti, con le lacrime agli occhi, ancora increduli di fronte a un destino così crudele.
Il parroco: “Ognuno secondo la sua fede preghi perché Rayan sia in Paradiso”
Prima che la salma prendesse la via della moschea di Martinengo, dove la comunità marocchina si è riunita in preghiera, a salutare il 14enne è arrivato anche il parroco, don Claudio Brena, che si è fermato davanti al feretro e ha portato il sentimento d’affetto della comunità cristiana, stretta a quella musulmana nel dolore per la perdita del giovanissimo.
Ringraziamo il Signore per gli anni che Rayan ha vissuto con noi, lo abbiamo ricordato anche in chiesa. Ringraziamo per la sua vivacità, era uno sveglio. In oratorio aspettava chiunque per poter giocare. Ognuno di noi, secondo la sua fede, preghi perché possa essere in Paradiso, insieme a Dio
Un pensiero il sacerdote lo ha rivolto anche all’automobilista che lo ha investito.
Anche l’uomo alla guida in questo momento sta soffrendo – ha concluso – immaginiamo se capitasse a noi…
La comunità ha organizzato una raccolta fondi per sostenere la famiglia in questo difficile momento, consegnata al padre, che pur ringraziando in lacrime ha rifiutato e si è inginocchiato in segno di preghiera. Ma il dono resta. Prima della partenza applausi e saluti: “Ciao campione!” ha gridato qualcuno, poi il carro funebre si è allontanato diretto alla moschea.
Oggi martedì 27 ottobre il feretro sarà imbarcato su un aereo accompagnato dalla madre del 14enne e volerà in Marocco, dove arriverà nella città natale dei genitori, Fquih Ben Salah, e lì verrà sepolto.
Così un amico:
Per noi Rayan era un orgoglio. Era educatissimo, salutava tutti ed era benvoluto, un esempio. Diceva alla sua mamma che sarebbe diventato un calciatore famoso e non le avrebbe fatto mancare niente…
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