Monumento Zanardelli, restauro terminato in occasione dei duecento anni dalla nascita. Il tutto per una spesa complessiva pari a 160mila euro (Iva inclusa), finanziata con il capitolo di spesa «Interventi di riqualificazione e valorizzazione degli immobili monumentali e museali» del Bilancio 2026.
A prendere parte alla conclusione dei lavori la sindaca di Brescia Laura Castelletti, l’assessore ai Lavori Pubblici Valter Muchetti, il vicepresidente di A2A Flavio Pasotti con personale tecnico di A2A Illuminazione Pubblica e l’architetta Alessandra Petissi, dell’Unità di Progetto (UDP) Completamento Pinacoteca, Riqualificazione Castello e Patrimonio Monumentale del Comune di Brescia.
Terminato il restauro della statua a Zanardelli
Sono giunti a termine i lavori di restauro e valorizzazione del monumento dedicato a Giuseppe Zanardelli, nei Giardini Zanardelli di via XX Settembre, in occasione del duecentesimo anniversario della nascita dello statista. Zanardelli fu Presidente del Consiglio del Regno d’Italia dal 1901 al 1903 ed è tuttora l’unico capo di governo italiano originario di Brescia.
Voluto dall’Amministrazione comunale e promosso dall’Unità di Progetto (UDP) Completamento Pinacoteca, Riqualificazione Castello e Patrimonio Monumentale, l’intervento ha consentito non solo il recupero conservativo dell’opera, ma anche una più ampia riqualificazione del manufatto e del contesto paesaggistico che lo circonda.
Un progetto articolato in tre fasi
“Il progetto si è sviluppato su tre linee d’azione parallele. La prima ha riguardato il restauro vero e proprio, affidato a professionisti specializzati nel trattamento dei materiali lapidei e dei manufatti metallici. Sono stati eseguiti il risanamento e la pulitura dei materiali, il consolidamento e la reintegrazione delle parti deteriorate e sono stati applicati trattamenti protettivi, per rallentare i futuri processi di degrado – hanno fatto sapere dall’Amministrazione comunale – . La seconda è la riqualificazione botanica, curata dal Settore Verde Urbano e Territoriale. Le conifere che ostacolavano la visibilità del monumento sono state potate ed è stata realizzata una nuova aiuola con essenze sempreverdi, delimitata da profili in acciaio corten. È stata inoltre rimossa l’aiuola preesistente, che alterava la lettura prospettica dell’opera. Infine, la pavimentazione in ciottoli antistante è stata sistemata, con il ripristino degli elementi lapidei di contenimento mancanti. La terza riguarda l’illuminazione: La terza riguarda l’illuminazione: A2A Illuminazione Pubblica ha riqualificato l’impianto con l’installazione di tre nuovi proiettori LED a 3000 K, così da valorizzare la parte frontale del monumento e migliorarne la percezione nelle ore serali”.
Una storia, quella dell’opera, lunga un secolo
Il monumento fu eretto nel settembre del 1909 su progetto dello scultore Davide Calandra. Pensato per accogliere i visitatori che giungevano in città in treno, fu collocato originariamente nell’area dove oggi sorge piazza della Repubblica. Nel 1929, nel quadro delle trasformazioni urbanistiche del periodo tra le due guerre, fu trasferito nella sede attuale, all’interno dei Giardini Zanardelli.
Il complesso scultoreo si compone di due elementi: una statua in bronzo dello statista nell’atto di alzarsi dalla sella curule, simbolo del potere giudiziario, e un fondale architettonico in pietra di Botticino, arricchito da un bassorilievo in marmo di Carrara con dorature, raffigurante una quadriga in corsa guidata da un auriga.
Le ragioni dell’intervento
Esposto da oltre un secolo agli agenti atmosferici, il monumento mostrava evidenti segni del tempo. La presenza del parco e della vegetazione ha contribuito a mantenere un elevato tasso di umidità, aggravato dalla posizione dell’area, compresa tra due assi viari ad alto traffico veicolare. Le parti in pietra e in bronzo presentavano depositi, prodotti di degrado e tracce di interventi precedenti non sempre compatibili con i materiali originali. L’opera era già stata oggetto di due restauri documentati, nel 1998 e nel 2013.
I sopralluoghi preliminari avevano inoltre evidenziato ulteriori criticità: l’impianto di illuminazione era compromesso, anche a causa di atti vandalici, e la collocazione della vegetazione impediva la corretta lettura del sistema prospettico concepito dallo scultore.
In evidenza uno scatto di Christian Penocchio.
