Violenza sessuale, minacce e aggressioni nei confronti della compagna: 25enne di Bergamo ai domiciliari

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Una rapida escalation di violenze e condotte persecutorie, che hanno costretto la vittima a lasciare l’Italia per paura. Per questi fatti è stato arrestato, nel pomeriggio del 23 ottobre, un 25enne italiano classe 2001 e residente a Bergamo, indagato per violenza sessuale aggravata, atti persecutori e lesioni personali aggravate ai datti della giovane compagna, cittadina messicana del 2002.

Violenze e minacce, la vittima costretta a scappare

L’indagine della Squadra mobile di Bergamo, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, è partita dall’intervento di una pattuglia nell’abitazione dell’uomo, richiesto dalla stessa vittima, e dal successivo accesso della giovane in ospedale, dove le sono state riscontrate numerose ecchimosi, con una prognosi di cinque giorni.

Gli accertamenti hanno consentito di ricostruire una rapida escalation di controllo, intimidazioni e violenze, che sarebbe iniziata sin dai primi giorni della relazione. Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe progressivamente limitato la libertà della compagna, impedendole di uscire da sola e sottoponendola a insulti, minacce di morte e ripetute aggressioni fisiche, con schiaffi, pugni e strattonamenti.

In un contesto caratterizzato da prevaricazioni e minacce, l’indagato avrebbe affermato che la donna fosse «di sua proprietà», pretendendo da lei assoluta obbedienza. In un’occasione, inoltre, l’avrebbe immobilizzata e costretta a un rapporto sessuale, nonostante il suo esplicito dissenso e i tentativi di divincolarsi. A rafforzare il clima di intimidazione avrebbero contribuito anche le affermazioni dell’uomo circa presunte conoscenze nelle forze dell’ordine, che avrebbe utilizzato per sostenere che nessuno avrebbe creduto alla donna.

Negli atti compare anche il racconto di un’altra denunciante, alla quale l’indagato avrebbe riferito di aver prestato servizio nella Legione straniera francese e di avere numerosi contatti tra gli appartenenti alle forze di polizia. Le condotte contestate avrebbero provocato nella giovane un persistente stato di ansia e paura per la propria incolumità, fino a indurla a lasciare precipitosamente l’Italia.

La ricostruzione dei fatti, supportata dalla documentazione sanitaria e dagli ulteriori elementi raccolti nel corso delle indagini, ha consentito di delineare il quadro indiziario alla base della misura cautelare disposta dal Gip.