Lecco è al 42° posto su 106 capoluoghi italiani nella classifica Ecosistema Urbano 2026 di Legambiente, che fotografa la sostenibilità ambientale delle città sulla base dei dati relativi al 2025. Il capoluogo manzoniano totalizza il 58,72%, collocandosi nella prima metà della graduatoria nazionale, ma con risultati molto diversi a seconda degli indicatori considerati.
Ecosistema urbano, Lecco è 42esima in Italia: bene la differenziata, male aria e verde
La fotografia restituisce un quadro a luci e ombre: se la raccolta differenziata raggiunge il 76% e la dispersione della rete idrica si ferma al 19,3%, emergono criticità importanti sul fronte della qualità dell’aria, del trasporto pubblico e del verde urbano. Lecco è infatti 90esima per l’ozono, 83esima per il biossido di azoto e 86esima per il verde totale.
A guidare la classifica nazionale è Mantova, con l’81,29%, davanti a Trento e Bolzano. Il rapporto, giunto alla 33esima edizione, prende in esame venti indicatori suddivisi in sei ambiti: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.
«Città ancora troppo rivolte al passato»
Il quadro lecchese si inserisce in una situazione regionale che, secondo Legambiente, richiede un’accelerazione delle politiche ambientali. «Nella sostanza, la realtà è però quella di città ancora troppo rivolte al passato», osserva Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.
«Gli effetti della crisi climatica accelerano, e le cittadine e i cittadini attendono risposte che arrivano troppo lentamente», prosegue Meggetto. Un richiamo che riguarda anche le sfide evidenziate dai dati di Lecco, a partire dall’inquinamento atmosferico e dalla necessità di ripensare gli spazi urbani.
«Se non si adatta l’ambiente urbano alla crisi climatica si aumentano i rischi per la salute e l’aumento delle disuguaglianze», sottolinea ancora la presidente regionale, che richiama la necessità di «un maggiore coordinamento tra i comuni, ma soprattutto una strategia regionale che valorizzi gli sforzi delle amministrazioni».
Aria, ozono tra le note più dolenti
È la qualità dell’aria uno dei punti più critici per Lecco. Il capoluogo è 83esimo per il biossido di azoto, con un valore di 23,5 microgrammi per metro cubo, e 90esimo per l’ozono, con un valore di 72. Più favorevoli, invece, i piazzamenti relativi alle polveri sottili: 41° posto per il PM10, con 19 microgrammi per metro cubo, e 56° per il PM2,5, con 13.
Il dato sull’ozono è particolarmente significativo nel quadro delle criticità ambientali urbane: un problema che richiede interventi coordinati e politiche capaci di incidere sulla qualità dell’aria e sulla resilienza delle città agli effetti del cambiamento climatico.
Differenziata al 76%, rete idrica promossa
Tra i risultati migliori del capoluogo spicca la gestione dei rifiuti. La raccolta differenziata raggiunge il 76%, un dato che vale a Lecco il 23° posto nazionale. La produzione complessiva è pari a 500,1 chilogrammi per abitante, collocando la città al 47° posto.
Buona anche la performance relativa alla rete idrica: la dispersione è pari al 19,3%, dato che porta Lecco al 13° posto in Italia. Decisamente meno favorevole la posizione sui consumi d’acqua, con 163 litri per abitante al giorno e l’81° posto. L’efficienza della depurazione si ferma invece al 57°.
Trasporto pubblico e verde, Lecco deve recuperare
La mobilità rappresenta un altro fronte sul quale il capoluogo mostra margini di miglioramento. Lecco è 77esima sia per i passeggeri del trasporto pubblico sia per l’offerta del servizio. Più positivo il dato sulle piste ciclabili, che vale il 38° posto, mentre il tasso di motorizzazione si colloca al 19°.
«La sostenibilità della mobilità è un ambito centrale nelle classifiche di Ecosistema Urbano», ricorda Federico Del Prete, responsabile mobilità e spazio pubblico di Legambiente Lombardia. «Città strutturate quasi solo come piattaforme stradali andrebbero ripensate».
Del Prete richiama quindi la necessità di cambiare le priorità nella gestione degli spazi pubblici: «Le sfide climatiche in città si vincono proprio sottraendo spazio pubblico da parcheggi e superfici asfaltate per trasformarlo in infrastrutture verdi».
E ancora: «Per ottenere un ecosistema urbano reattivo e coerente con l’accelerazione della crisi climatica bisogna fare delle scelte radicali sulle priorità: meno veicoli privati, più trasporto collettivo e mobilità attiva, più verde e più cura del reticolo idrico».
Indicazioni che si intrecciano con alcuni dei punti deboli evidenziati dalla classifica lecchese. Le isole pedonali valgono infatti il 76° posto, mentre il verde totale relega la città all’86°. Anche per gli alberi il risultato è arretrato, con il 75° posto e un valore di 12 alberi ogni 100 abitanti.
Più incoraggiante il dato sull’uso efficiente del suolo, che porta Lecco al 25° posto, mentre il trend del consumo di suolo si colloca al 36°. Sul fronte energetico, infine, il parametro del solare pubblico vale il 65° posto.
La sfida della transizione ecologica
Il rapporto di Legambiente, realizzato con la collaborazione scientifica di Ambiente Italia e quella editoriale del Sole 24 Ore, assegna un peso diverso alle sei aree tematiche: mobilità al 21%, aria al 19%, rifiuti, acqua e ambiente urbano al 18% ciascuno, energia al 6%.
Per Lecco il 42° posto rappresenta un risultato complessivamente nella metà alta della graduatoria, ma i singoli indicatori mostrano quanto resti da fare. La raccolta differenziata e il contenimento delle perdite idriche costituiscono punti di forza; qualità dell’aria, trasporto pubblico e dotazione di verde urbano sono invece le questioni sulle quali concentrare gli interventi per rendere la città più sostenibile e pronta ad affrontare la crisi climatica.
