Undicenne guida una moto elettrica (senza targa) che va a 70 chilometri orari: 7mila euro di multe

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Sembrava una bicicletta elettrica, ma in realtà era una vera e propria moto, potenzialmente in grado di raggiungere i 70 chilometri orari. E alla guida c’era un bambino di appena 11 anni, senza patente e ben lontano dall’età minima prevista per conseguirla.

Undicenne sorpreso alla guida di una moto

A fermarlo, nel pomeriggio di venerdì 16 ottobre 2026, sono stati gli agenti del Nucleo Falchi motociclisti della Polizia Locale di Cologno Monzese, impegnati nei controlli del territorio. Il mezzo, apparentemente riconducibile a una bicicletta elettrica, aveva in realtà tutte le caratteristiche di una moto da fuoristrada (e senza targa): grosse ruote tassellate da cross, carenatura tipica delle moto sportive e un acceleratore alla manopola che consentiva di azionare direttamente il motore elettrico. Ma soprattutto era completamente privo di pedali, un particolare che escludeva la possibilità di considerarlo una normale bicicletta a pedalata assistita.

Il mezzo poteva raggiungere i 70 km/h

A rendere ancora più preoccupante la situazione erano le potenziali prestazioni del veicolo, che avrebbe potuto raggiungere una velocità di circa 70 km/h, ben superiore ai limiti previsti per le biciclette a pedalata assistita e persino a quelli dei ciclomotori. Un mezzo, dunque, ben lontano dalle caratteristiche previste dal Codice della strada per le biciclette elettriche e che non poteva circolare liberamente come un semplice velocipede.

Multe per 7mila euro e sequestro

Al termine degli accertamenti, gli agenti hanno contestato le violazioni degli articoli 93, 115 e 116 del Codice della strada, relative all’immatricolazione del veicolo, ai requisiti di età e alla guida senza la prescritta patente. Pesante il bilancio dell’intervento: sanzioni amministrative per un totale di circa 7mila euro e sequestro del mezzo ai fini della confisca.

I grossi pericoli dietro certi comportamenti

Ma al di là delle sanzioni, l’episodio accende i riflettori su un fenomeno particolarmente pericoloso: quello delle vere e proprie moto elettriche utilizzate come se fossero semplici biciclette, spesso da giovanissimi che non hanno ancora raggiunto l’età necessaria per conseguire una patente di guida. Per guidare un ciclomotore è infatti necessario aver compiuto almeno 14 anni ed essere in possesso della patente AM, che richiede una preparazione teorica sulle norme della circolazione stradale e una prova pratica di guida. Per i motocicli con prestazioni superiori ai limiti dei ciclomotori sono invece previsti requisiti e abilitazioni differenti.

Il rischio è che bambini e ragazzi molto giovani si ritrovino alla guida di mezzi a motore senza aver ricevuto alcuna formazione specifica, senza conoscere adeguatamente le regole della strada e senza la preparazione indispensabile per affrontare situazioni di pericolo. Mezzi che possono raggiungere velocità elevate e che, quando vengono utilizzati impropriamente su strade e marciapiedi, rappresentano un serio pericolo non soltanto per chi li conduce, ma anche per pedoni e altri utenti della strada.

Basti pensare alle possibili conseguenze di un mezzo elettrico capace di raggiungere potenzialmente i 70 chilometri orari, affidato a un bambino di 11 anni, che potrebbe non essere in grado di gestire una frenata d’emergenza, valutare correttamente le distanze o reagire tempestivamente a un ostacolo improvviso. Il pericolo diventa ancora maggiore quando questi veicoli finiscono nelle mani di giovanissimi che, attratti dall’aspetto sportivo e dalle prestazioni, possono sottovalutare le conseguenze di una manovra azzardata o di un investimento, soprattutto nelle aree frequentate dai pedoni.

Cosa prevede la normativa (per le bici elettriche)

La normativa stabilisce precisi requisiti per le biciclette a pedalata assistita: devono essere dotate di pedali e avere un motore elettrico ausiliario con potenza nominale continua massima di 250 watt, la cui assistenza deve interrompersi al raggiungimento dei 25 chilometri orari o quando il conducente smette di pedalare. L’eventuale funzionamento autonomo del motore è consentito soltanto entro il limite di 6 chilometri orari.

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