Schiacciato da una trave d’acciaio, muore operaio 66enne

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Un uomo di 66 anni ha perso la vita oggi, 23 settembre 2026, mentre stava lavorando nel parcheggio di un’azienda a Cortenuova. L’ennesima morte bianca in una giornata segnata anche da un gravissimo infortunio avvenuto a Brembate, nel primo pomeriggio di oggi, che vede un 22enne in gravissime condizioni.

Schiacciato da una trave d’acciaio

L’infortunio dall’esito purtroppo mortale è avvenuto pochi minuti prima delle 14 nel parcheggio della Ce.Di. Md di via Trieste a Cortenuova. Secondo una prima ricostruzione effettuata l’operaio, Luca Piccinini, 66 anni, titolare di un’azienda di carpenteria di Albano Sant’Alessandro, sarebbe stato colpito in pieno da una trave di acciaio finendo per rimanere poi schiacciato tra la stessa e la ringhiera.
Piccinini era impegnato nella posa di una pensilina per le moto nel parcheggio dell’azienda quando per cause che saranno da appurare il sistema non ha retto ed  stato colpito in pieno da una trave d’acciaio.

Muore carpentiere 66enne

Sul posto si sono portati subito i soccorsi attivando anche l’eliambulanza che si è alzata in volo da Bergamo. Per il 66enne, però, non c’è stato nulla da fare se non accertare il decesso sul posto. Sul luogo dell’incidente anche le Forze dell’ordine e i tecnici di Ats che dovranno ora stabilire l’esatta dinamica dell’infortunio.

I sindacati rilanciano: “Uscita anticipata per i lavori gravosi”

“Siamo vicini ai familiari della vittima – ha commentato Angelo Chiari, responsabile del dipartimento Salute e Sicurezza sul lavoro della Cgil di Bergamo – Saranno le autorità a chiarire la dinamica esatta, ma resta un tema aperto: non si deve rischiare la vita a nessuna età, ma a 66 anni bisognerebbe essere in pensione, non ancora esposti ai pericoli del lavoro quotidiano”.

Una riflessione che si inserisce in un quadro territoriale sempre più critico. Solo due giorni fa, lunedì 21 settembre, a Brignano un lavoratore di 60 anni è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito da un pallet caduto da tre metri di altezza. Pochi giorni prima, il 17 settembre a Romano di Lombardia, ha perso la vita il 56enne Marco Meazza, travolto da una pianta durante le manovre con un escavatore.

“Mentre il governo continua a ipotizzare ulteriori innalzamenti dell’età pensionabile, la realtà materiale ci sbatte in faccia una contraddizione insostenibile: si costringono persone anziane a svolgere mansioni usuranti e pericolose per le quali i tempi di reazione e le condizioni fisiche non sono più compatibili con certi standard operativi – prosegue Chiari – Non tutti i lavori sono uguali e l’uscita anticipata dal lavoro per le mansioni gravose deve essere un principio inderogabile di prevenzione, non una concessione al ribasso”.

A preoccupare è anche la tendenza generale: secondo gli ultimi dati disponibili, tra gennaio e luglio 2026 le denunce di infortunio nella provincia di Bergamo sono salite a 8.082, rispetto alle 7.487 registrate nello stesso periodo del 2025, con una crescita vicina all’8%.

“I numeri continuano a salire e gli incidenti gravi si susseguono a un ritmo allarmante – conclude Chiari –. Servono più controlli, prevenzione capillare e scelte politiche che tutelino davvero chi lavora, a partire dal riconoscimento che oltre una certa età non si può rischiare la vita nei cantieri e nei piazzali”.