Pro Vercelli bella, sciupona e sfortunata: con l’Alcione Milano è solo 2-2

PRO VERCELLI 2
ALCIONE MILANO 2
PRO VERCELLI (4-3-3): Livieri; Piran, Moretti, Coccolo, Pagliari; Burruano, Iotti, El Bakkali (28′ st Ronchi); Rutigliano (18′ st Furno), Comi (28′ st Bertoli), O. Sow (47′ st Mallahi). A disp. Andreotti, Del Favero, Van Koeverden, Perotti, Carosso, Zacchera, Satriano. All. Bonera.
ALCIONE MILANO (4-3-1-2): Nava; Sadotti, F. Pirola, Chierichetti, Trapani; Emerick Lopes (1′ st Zini), Galli (30′ st Miculi), Parlati; Puzzoli (1′ st Muroni – 21′ st Lanzi); Morselli, Palombi (dal 18’ Pitou). A disp. Raffaelli, Baldacchino, Ciappellano, Rolfini, Braida, Lione, Marconi, Andreassi, Mocchi, Galazzi. All. Cusatis.
GOL: pt 42’ Rutigliano (P); st 36’ aut. Burruano (A); 40’ Morselli (A), 42’ st Bertoli (P).
ARBITRO: Andrea Migliorini di Verona.
GUARDALINEE: Lorenzo Guiducci di Empoli e Filippo Balducci di Empoli.
AMMONITI: El Bakkali (P), Morselli (A), Ronchi (P).
NOTE – Recupero: 2+7.

VERCELLI – Dice un vecchio adagio del calcio: “Quando le partite non si possono vincere, bisogna preoccuparsi di non perderle”. E quel “non si possono vincere” può avere numerose accezioni: avversario troppo forte, giornata (o serata) con giocatori non in vena, numerose assenze d’organico, imprecisione davanti allo specchio nonostante le innumerevoli occasioni da gol. Sfortuna. Ecco, diciamo che – tranne le prime due – la Pro Vercelli vista nel tardo pomeriggio-inizio serata di giovedì 17 settembre al “Leonida Robbiano-Silvio Piola” le aveva un po’ tutte. Il risultato finale di 2-2 racconta davvero poco sull’effettivo andamento della partita. Stradominata dai Leoni di mister Daniele Bonera, vogliosi di riscattare il ko per 2-1 di Treviso e un primo tempo, quello all’”Omobono Tenni” senza nerbo. E a essersi vista, per almeno trequarti di partita, è stata una Pro davvero gagliarda. Questo, nonostante le ormai pesanti e conclamate assenze tra centrocampo e trequarti: out Aaron Ciammaglichella almeno fino a ottobre, Adam Boufandar, squalificato per due giornate dopo l’ingenuo rosso diretto di Treviso, infine Mattia Iori, sfortunatissimo, che nella rifinitura pre Treviso ha riportato la rottura del legamento crociato anteriore sinistro. In pratica, per lui, stagione finita.

Gli schieramenti

Bianche Casacche in campo col 4-3-3: davanti a Livieri, i centrali difensivi sono Moretti e Coccolo, mentre i terzini a tutto campo sono Piran a destra e Pagliari, sulla mancina. A centrocampo, Bonera risolve l’annoso rebus in questo modo: Iotti centrale, Burruano ed El Bakkali mezze ali. Là davanti si rivedi Comi titolare, in compagnia degli attaccanti esterni Rutigliano e Ouseynou Sow. Alcione Milano di Giovanni Cusatis disposto, invece, secondo i dettami tattici del 4-3-1-2: Nava in porta, Filippo Pirola (solo omonimo del Lorenzo Pirola dell’Olympiacos Pireo, anche se i due hanno in comune le giovani all’Inter) e Chierichetti sono i difensori centrali. Laterali bassi, Sadotti a destra e Trapani a sinistra. A metà campo, il perno centrale Galli è supportato dagli interni Emerick Lopes (ex Sassuolo e scuola PSG) e Parlati. Là davanti, il trequartista Puzzoli, alle spalle di Morselli e dell’ex Ternana Palombi, infortunatosi al 18′ e sostituito dall’ex Pro Patria Pitou.

La cronaca della partita

Si parte, all’ottavo, con una sventola al volo, dal limite, di Pagliari, che all’8′ costringe Lapo Nava a un autentico miracolo. Nella stessa azione, l’esterno destro a effetto e di controbalzo di Piran, termina a lato. Passa meno di un minuto e la solita incursione centrale di Ouseynou Sow viene conclusa con un destro rasoterra che si stampa sui cartelloni pubblicitari, non distante dalla porta meneghina. L’Alcione Milano prova a replicare con un destro dalla lunghissima distanza da parte di Sadotti: Livieri non impeccabile, ma comunque efficace nel respingere la sfera in calcio d’angolo. Al minuto 18, Sow se ne va sulla sinistra, arriva sul fondo e appoggia all’indietro per l’accorrente Iotti, la cui conclusione di prima intenzione sull’angolo corto, sfiora il palo. Al 19′ altra azione sinistra-destra con piatto al centro dell’area piccola per Comi, che si vede solamente rimbalzare la palla tesa sugli stinchi, senza avere modo di insaccare. E’ un autentico assedio leonino, interrotto tuttavia al 33′, con Morselli che ci prova con un destro incrociato in area, largo di poco. Al 42′ arriva il più che meritato vantaggio della Pro: Piran, alza la sfera dalla destra, Burruano stoppa e fa sponda in area e Rutigliano apre il piatto sinistro e, con una precisa conclusione bassa a giro e di prima intenzione, batte Nava: 1-0. La pressione della Pro Vercelli prosegue nella ripresa: al 52′, su errore marchiano della difesa orange, Comi spreca il raddoppio sfiorando la traversa da ottima posizione e a porta praticamente spalancata. Un errore non da lui. Al 53′, sinistro dal vertice dell’area di El Bakkali: non impeccabile l’intervento di Nava. Col passare del tempo la Pro Vercelli accusa inevitabilmente la stanchezza e l’Alcione prende campo: dopo un colpo di testa impreciso di capitan Galli al 68′, arriva un’insidiosa ripartenza meneghina innescata dalla verticalizzazione di Pitou per Parlati, abile a servire Morselli tutto solo in area. Bravissimo Livieri a intervenire in uscita. All’82’, il pareggio: corner di Morselli e sfortunatissimo colpo di testa nella propria porta di Burruano, appostato sul primo palo. Palla al centro e, come nella peggiore delle beffe, l’Alcione raddoppia: azione sviluppata sulla sinistra e diagonale mancino fulminante del solito Morselli al minuto 85. La Pro Vercelli, tuttavia, non vuole saperne di uscire dal match a mani vuote: Piran va inf ondo sulla destra e appoggia all’indietro per Sow, il cui tiro in area viene smanacciato da Nava ma sui piedi del neoentrato Bertoli, che con una volée di destro realizza il 2-2: palla che sbatte sulla traversa interna e poi oltre la linea di porta. L’Alcione si giocherà la card FVS per “gol fantasma” ma le immagini, viste e riviste ai monitor, danno ragione alla Pro. Finisce 2-2. Con qualche rimpianto di troppo, ma anche con la consapevolezza di un carattere ritrovato.