Attesa ripagata, grande festa sabato scorso per l’inaugurazione del nuovo asilo nido di Fara d’Adda.
Autorità e istituzioni presenti
La cerimonia ha visto la presenza di numerosi sindaci dei Comuni limitrofi e di autorità sovracomunali, a partire dall’onorevole Alessandro Sorte fino al presidente della Provincia di Bergamo Gianfranco Gafforelli, passando per i consiglieri regionali Davide Casati e Giovanni Malanchini, tutti intervenuti durante i discorsi istituzionali tenutisi all’interno del nuovo nido farese, dopo l’apertura della mattinata a opera del corpo bandistico locale e il conseguente taglio del nastro seguito all’Inno di Mameli.
A fare gli onori di casa, ovviamente, il sindaco Raffaele Assanelli, che ha ringraziato tutti i presenti, l’Ufficio Tecnico, Sodexo per il ricco rinfresco e il parroco don Andrea Bellò per la benedizione. “Su suggerimento della dirigente scolastica ho invitato alla cerimonia anche il ministro all’Istruzione e al Merito, che purtroppo non è potuto venire ma ha inviato una lettera esprimendo il proprio apprezzamento per l’investimento realizzato, augurandoci una piena riuscita e il miglior utilizzo di questo spazio educativo” ha esordito, ricordando la posa della prima pietra il 23 dicembre 2023 per la realizzazione di quello che doveva essere il corollario infrastrutturale del polo 0-6 anni, che muoveva allora i propri primi passi a livello di ambito.
“Un iter difficile, portato a termine grazie a uffici e Direzione Lavori”
“In questi quasi tre anni molto è stato fatto: il tavolo di coordinamento del progetto ha preso sostanza, si è dato vita alla sezione Primavera e lo scorso anno si è aperto il nuovo stabile – ha proseguito – Oggi, invece, siamo qui al termine di un faticosissimo iter a inaugurare questa bellissima struttura che, se non avessimo avuto un direttore lavori così appassionato e un Rup così determinato, avrebbe fatto la fine di tante altre del Pnrr. Quindi grazie, perché il nido è pronto nei tempi previsti dal piano”, ha ribadito Assanelli, ringraziando gli uffici, lo staff e l’impresa appaltatrice, fino alle maestranze impegnate nel cantiere.
“Il grazie più bello è però quello delle famiglie, perché questo spazio è per loro, per i bambini – ha insistito il primo cittadino – Anziché un polo dell’infanzia avremmo potuto costruire un ricovero per anziani, ma ritengo che se si vuole veramente invertire la tendenza al calo della natalità occorre dare risposte concrete a chi vorrebbe avere figli ma deve scontrarsi con la configurazione odierna della società, del mondo del lavoro e delle relazioni sociali. Abbiamo bisogno di bambini: bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo e guardare ancora con fiducia al mondo che verrà. Per questo, questa sede non è solo un edificio, ma un luogo dove ogni giorno i bambini impareranno a crescere. Uno spazio dedicato alla cura, all’apprendimento e al gioco, e voglio che sia un ambiente sicuro e accogliente” ha concluso, ricordando l’importanza del polo 0-6 anni e augurando buon lavoro alle educatrici del nido e all’ufficio dei Servizi sociali.
Borellini: “Passo importante verso una comunità moderna e inclusiva”
A seguire, i due assessori alla partita, il vicesindaco Giampaolo Borellini, con delega ai Lavori pubblici, e l’assessore Giusy Modanesi, con delega a Servizi sociali e Istruzione. Il primo ha riportato numeri e caratteristiche della struttura:
“Moderna, accogliente e pensata per rispondere alle esigenze di bambini e famiglie – ha detto – Costituita da un atrio porticato e un angolo per l’accoglienza, uno spazio gioco completo di portico e rivolto al giardino, un corridoio e le sezioni lattanti, ognuna dotata di servizi igienici”, con aule didattiche dotate di ampie vetrate verso l’interno e l’esterno, e servizio refezione proveniente dalla cucina della vicina materna. “La superficie netta di progetto è di 530 mq, adatta a ricevere 71 bambini: 60 per il nido e 11 per la sezione Primavera” ha concluso Borellini, ricordando la cura e l’attenzione riservate in fase di progettazione alle esigenze della prima Infanzia. “Un’opera attesa, progettata e finalmente diventata realtà, con Fara che compie così un altro passo importante verso una comunità sempre più moderna, inclusiva e capace di prendersi cura dei propri cittadini”.
Modanesi: “Al centro di tutto ci sono i bambini”
Importanza, questa, sottolineata anche da Modanesi, che più che di strutture e finanziamenti ha scelto di parlare del progetto educativo che sta alla base del polo 0-6 anni:
“Con questo nido prende forma un vero polo 0-6 – ha esordito – Ho voluto fortemente la nostra partecipazione al progetto al fine di costruire una comunità educativa. Quando abbiamo inaugurato la sezione Primavera l’avevo definita un ponte tra due realtà, e oggi, con il nido, quel ponte è completo e collega nido, Primavera e Infanzia. Servizi ora separati da porte, ma ricordiamoci sempre che ogni porta può essere aperta e che, quando le porte si aprono, i percorsi di questo edificio conducono al centro del grande salone, e mi auguro che questo polo sappia cercare continuamente il proprio centro, perché al centro non ci sono le diverse gestioni, i ruoli o le competenze. Al centro ci sono i bambini”.
La politica elogia i lavori: “Un atto di fiducia verso il futuro”
Più concisi e di rito, invece, gli interventi della politica, con il presidente provinciale Gafforelli che ha sottolineato come l’inaugurazione di una scuola sia “l’atto di fiducia più grande che un territorio possa compiere verso il proprio futuro, dando una risposta concreta alle esigenze delle famiglie contemporanee”. “Non diamo per scontate queste cose – ha sottolineato invece il consigliere regionale Casati (Pd) – L’iter è stato faticoso, ma caparbietà, competenza e un’organizzazione in rete degli uffici hanno consentito questo traguardo importante, dietro il quale c’è una grande fatica burocratica e amministrativa. Un plauso, dunque, ad amministratori e tecnici, oltre a chi, qui dentro, ci lavora, ricoprendo un ruolo delicatissimo con stipendi bassi”.
Se il consigliere leghista Malanchini ha portato la propria esperienza da ex sindaco spiranese, parlando della difficoltà del ruolo per restituire qualcosa alla comunità e ribadendo come il nido sia “fondamentale soprattutto per le mamme, per dare alle donne le stesse opportunità degli uomini”, di più ampia prospettiva è stato infine il discorso di Sorte, che è partito dall’origine dei fondi Pnrr ricordando la pandemia Covid e le difficoltà dell’economia: “La classe politica europea ha deciso che per ripartire occorreva stanziare una cifra record, e se in questi anni l’economia è stata in crescita è perché sono stati investiti oltre 200 miliardi in opere come questa, e nei prossimi anni ci saranno altri fondi, soprattutto sul tema dell’energia”.



