Un centro più ordinato, sicuro, percorribile, curato. E anche colorato. E’ l’esito dell’intervento di riqualificazione viabilistica a Cairate, eseguito tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. Un’opera che ha unito funzionalità ed estetica, svecchiando il paese e sistemando alcune situazioni di degrado: dai marciapiedi dissestati, ai tombini traballanti, ai camminamenti pedonali interrotti, alla segnaletica sbiadita. Ora il percorso marcato in rosso accompagna in sicurezza i cittadini da via Roma a piazza Libertà, da via Mazzini a via Forlì, con una pista protetta e attraversamenti di raccordo.
Le critiche sui social: «Sono tutti ingegneri»
Eppure non da tutti l’intervento è stato apprezzato: sui social non sono mancate bocciature, dai parcheggi tolti, alla segnaletica orizzontale, a lavori che avrebbero badato più all’estetica che all’utilità. «Sono tutti ingegneri sui social – si lascia scappare il sindaco – ma ribadisco che è stato fatto un bel lavoro, che era nel programma e che risponde all’esigenza di un centro più bello, curato, ordinato e sicuro. La verità oggettiva è che si è perso solo un parcheggio, uno. Ma le critiche ci stanno e le accettiamo, purché ci sia educazione. Che oggi spesso sui social manca, si scrive offendendo. E allora non ci sto e rispondo».
Tra gli interventi su via Mazzini anche la rimozione del dosso consumato e poco utile e il rifacimento del marciapiede davanti alla banca, così da completare la riqualificazione, con l’idea che possa portare beneficio anche a servizi e negozi presenti: «Abbiamo risposto anche alle esigenze delle attività».
Piazza Giardino delle Badesse, tra riqualificazione e nuove idee
Le critiche avevano toccato anche la nuova piazza Giardino delle Badesse, che non avrebbe avuto fin qui l’impatto sociale auspicato con l’intervento di riqualificazione, spostando il mercato e riducendo l’area a parcheggio: «Anche qui per i posti auto tolti ne sono stati realizzati di nuovi altrove, a poca distanza. L’opera che difendo è stata invece necessaria: per togliere incuria da un luogo che era diventato indecente, per dare un accesso dignitoso al Monastero e anche per favorire un uso che c’è. Famiglie, nonni e bambini si ritrovano in quello spazio. Certo mancano eventi che lo valorizzino, ma qui servono volontari e associazioni che si facciano promotori di iniziative».
