Maria, la nonna detective, è troppo astuta e smaschera per la terza volta in soli due anni i truffatori

«Sua figlia ha avuto un grave incidente stradale…». Per la terza volta in due anni, Maria Ferraro, una pensionata 86enne di Mappano, riesce a sventare una truffa architettata, questa volta, da giovani “aspiranti malviventi” mirata a portarle via ori e preziosi.

Maria, la nonna detective, è troppo astuta e smaschera per la terza volta in soli due anni i truffatori

Il lato positivo della vicenda è che la “nonna investigatrice”, come viene ormai soprannominata da tutta Mappano, si conserva vigile e attenta. Insomma “sempre sul pezzo”. Quello negativo, invece, è che i balordi, in questo caso un gruppo di sprovveduti giovinastri, perseverano nelle truffe. Infatti gli ultimi imbecilli avrebbero dovuto “scrivere in rosso” sulla loro agenda il nome e cognome della nonnina ed evitarla a qualsiasi costo. Invece…
Purtroppo la sensazione è che la prontezza di “nonna Maria” non faccia più, come dire, notizia. Se settimanali e siti locali hanno dato ampio spazio all’ultima truffa sventata così non si può dire per i quotidiani e Tv a livello nazionale. Sembra quasi che compiere, per l’ennesima volta, un’azione coraggiosa, sia ormai diventato, per alcuni, un atto al limite della banalità. Poveri noi!
Ultima tentata truffa…

Martedì 1 settembre, verso l’ora di pranzo, Maria Ferraro ha ricevuto la chiamata sul telefono di casa da un sedicente militare dell’Arma che l’avvisava di un grave incidente stradale occorso alla figlia, invitandola a raccogliere oro e beni preziosi per sostenere le spese legali spiegandole che con la sua auto aveva investito un ragazzo, ora ricoverato in ospedale. Si sarebbero messi d’accordo con i familiari del ragazzo evitando così a mia figlia il carcere. L’anziana ha immediatamente percepito il tentativo di truffa in atto, ed ha allertato la figlia (il telefonista ne aveva pure sbagliato il nome ), la quale ha attivato subito i Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale, comandata dal maggiore Silverio Gesuè. Poi ha finto di “abboccare” al raggiro in modo che i presunti malfattori si presentassero da lei. Quando l’incaricato si è giunto a casa dell’anziana, attorno alle 14, è scattato il blitz dei Carabinieri. Il ventenne torinese incensurato non appena si è diretto in cucina per ritirare la borsa, in realtà senza denaro e gioielli, sono scattate le manette ai polsi. Sotto casa della vittima vi erano, in auto, anche i quattro presunti complici: due ventenni e due minori che sono stati denunciati in stato di libertà. Successivamente, il torinese arrestato è stato accompagnato agli arresti domiciliari a disposizione della Procura di Ivrea e uno dei due minori accompagnato presso la propria abitazione come disposto dalla Procura dei Minorenni di Torino.

I due precedenti…

Nel febbraio 2024 un tedesco diciottenne si era presentato nell’appartamento di Mappano per ritirare il bottino ma era finito in manette. Lo scorso maggio, invece, le avevano telefonato per dirle che suo figlio era ricoverato alle “Molinelle” commettendo così ben due errori: la donna non ha figli maschi e il nome dell’ospedale è Molinette non “Molinelle”. Al ricevitore un finto medico che aveva spiegato che il “figlio” aveva forti dolori allo stomaco causati da un tumore e servivano ben 120 mila euro per il farmaco in grado di salvarlo. Allertati i Carabinieri era scattata la trappola con l’arresto della truffatrice donna.