LeAltreNote: il festival musicale che porta la cultura nei luoghi d’arte della Lombardia

Il festival LeAltreNote ha dimostrato che una idea può trovare spazio fuori da ciò che è consueto, che le collaborazioni sono alla base della vita sociale come di quella artistica, che l’arte può insegnare la convivenza e la pace. Gli incontri del 12, 13, 15 e 18 settembre il progetto Vox musei toccherà  Vigevano, Certosa di Pavia, Milano e Capo di Ponte.

Il 12 settembre alle ore 18.00 il Festival a Vigevano lo spettacolo Surrealismi e parole in libertà vedrà un dialogo surreale tra Regina Cassolo e Federico Fellini, lo spettacolo sarà a cura di Renato Geremicca e dal Trio Eccentrico.

Il 13 settembre alle ore 18.30 la Certosa di Pavia sarà il palcoscenico straordinario di un concerto di grande valore artistico, “Nike, Jupiter e l’Heroon”,  Il Quartetto Mythos, Francesco Parrino, violino, Stefano Parrino, flauto, Daniele Bogni, violoncello e Dario Bonuccelli al pianoforte, affronteranno due monumenti sonori, La sinfonia Jupiter di Mozart e l’Eroica di Ludvig van Beethoven.

Il percorso proseguirà quindi a Palazzo Litta il 15 settembre alle ore 17.30, nel cuore di Milano, uno dei più prestigiosi esempi dell’architettura barocca lombarda. Ancora una volta sarà Vox Musei a costruire il dialogo tra patrimonio e musica, affidando al Quartetto Reicha l’esecuzione integrale dei Quartetti per flauto di Wolfgang Amadeus Mozart. Portare un progetto nato in Valtellina all’interno di uno dei più importanti palazzi storici della Lombardia significa affermare che la cultura può nascere lontano dai grandi centri metropolitani e diventare patrimonio condiviso.

Ed il 18 settembre al MUPRE – Museo Nazionale della Preistoria della Valle Camonica, alle ore 18.00 si recupererà il concerto precedentemente programmato per il 22 agosto e sospeso per causa delle calamità naturali. Qui il Quartetto Cherubini accompagnerà il pubblico in un itinerario che attraversa Musorgskij, Pedro Iturralde e Thierry Escaich, ma soprattutto presenterà due nuove opere in prima esecuzione assoluta, firmate da Edoardo Brandi ed Edoardo Dinelli.

Dopo aver attraversato musei nazionali, siti UNESCO, città d’arte e dimore storiche, il percorso troverà una delle sue immagini più significative il 21 settembre all’Auditorium di Fondazione AEM di Milano. Non è una scelta casuale. La collaborazione tra LeAltreNote e Fondazione AEM rappresenta uno degli esempi più concreti di come la cultura possa nascere dall’incontro tra istituzioni, imprese e progettualità artistica. Fondazione AEM, nata per custodire la memoria storica dell’Azienda Elettrica Municipale di Milano e promuovere iniziative di valore sociale e culturale, accompagna da anni il festival condividendone una visione che considera la musica uno strumento di crescita delle comunità e dei territori.

In questo contesto prenderà vita “Voci dell’anima e… rumori del tempo”, un concerto che accosta due capolavori della musica da camera europea: il Quintetto op. 57 di Dmitrij Šostakovič e il Quintetto op. 44 di Robert Schumann, affidati alla pianista Ruta Stadalnykaitė insieme a Francesco Parrino, Alberto Franchin, Claudio Andriani e Claudio Merlo.

La scelta di queste due opere assume un valore simbolico. Due compositori lontani nel tempo e nella storia dialogano attraverso la musica, proprio come il festival ha saputo mettere in relazione territori, istituzioni e comunità differenti, dimostrando che la cultura è capace di creare connessioni profonde dove spesso si vedono soltanto distanze.

È forse questa l’immagine più autentica della sedicesima edizione di LeAltreNote. Non un festival che ha semplicemente organizzato concerti in luoghi suggestivi. Ma un progetto culturale che ha costruito una rete. Una rete nella quale la collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali della Lombardia, con Fondazione AEM, con Confindustria Lecco e Sondrio, con le amministrazioni comunali, con i musei, con le istituzioni culturali e con i numerosi partner coinvolti non rappresenta un insieme di sostegni, bensì una comunità di intenti.

Perché è proprio nella qualità delle relazioni che si misura oggi la qualità di un progetto culturale. Ed è questa la geografia che LeAltreNote continua a disegnare: non quella dei luoghi attraversati dal festival, ma quella delle idee che quei luoghi riescono a mettere in relazione. Una geografia che nasce tra le Alpi, ma che oggi parla il linguaggio della cultura contemporanea, dimostrando che un territorio cresce davvero quando è capace di condividere la propria visione con il mondo.