Il consigliere comunale di Libera Rapallo e Unione Popolare Andrea Carannante interviene sul ripristino del chiusino con la rosa dei venti a San Michele di Pagana, criticando la scelta dell’Amministrazione di dare risalto all’intervento mentre, sottolinea, restano ancora aperte questioni ben più rilevanti legate ai danni della mareggiata del 2018.
Ci sarebbe quasi da sorridere, se non fosse che dietro questa vicenda ci sono otto anni di attesa.
Il Comune di Rapallo annuncia con tanto di comunicato stampa e dichiarazioni del sindaco Elisabetta Ricci e del consigliere Gerolamo Giudice il ritorno al suo posto del chiusino della rosa dei venti di San Michele di Pagana, con l’effigie di San Michele Arcangelo e la scritta “Sestiere di San Michele”.
Un chiusino.
Dopo otto anni dalla mareggiata del 2018.
Nel comunicato si parla di “gesto significativo”, di “identità”, di “storia”, di “valorizzazione” e di “tradizioni”.
Tutto rispettabile. Peccato che la passeggiata di San Michele, devastata dalla stessa mareggiata, sia ancora lì a rappresentare benissimo la differenza tra quello che si celebra nei comunicati stampa e quello che i cittadini aspettano davvero.
Dopo otto anni, invece di parlare della passeggiata, dei lavori, dei tempi e delle soluzioni, si celebra il ritorno di un chiusino come fosse un’opera strategica per il futuro della frazione.
A questo punto ci aspettiamo il prossimo comunicato stampa per l’inaugurazione di una panchina, poi magari quello per una mattonella.
Non è il chiusino il problema. Il problema è la misura delle priorità.
Quando l’amministrazione arriva a trasformare un intervento del genere in un risultato da comunicato stampa, mentre una passeggiata è ancora ferma dopo otto anni, significa che qualcosa nella politica delle opere pubbliche è profondamente fuori misura.
Forse sarebbe il caso di smettere di celebrare quello che finalmente viene fatto e cominciare a spiegare perché per fare le cose a Rapallo servano otto anni.
Andrea Carannante
Consigliere comunale – Libera Rapallo, Unione Popolare
